Franceschini: Premier nervoso perchè finito. Pdl: Tutta invidia

Franceschini: Premier nervoso perchè finito. Pdl: Tutta invidia

Roma, 6 apr. (Apcom) – E’ un duello senza esclusione di colpi quello che è andato in scena ieri, in un serrato botta e risposta, tra il segretario del Pd Dario Franceschini e lo stato maggiore del Pdl. Al centro del contendere ci sono azioni e affermazioni del premier Silvio Berlusconi: da un lato la ‘gaffe’ al vertice Nato di sabato, con il presidente del Consiglio impegnato in

una lunga telefonata a dispetto del protocollo – Palazzo Chigi fa poi sapere che l’interlocutore era il turco Erdogan – e dall’altro la ‘sfuriata’ dello stesso premier con i media rei di denigrarlo. Franceschini attacca a testa bassa: “Quello di Berlusconi è il nervosismo tipico di chi ha capito che, dopo tanti anni, qualcuno ride ancora per le sue scenette ma nessuno ha più paura delle sue minacce”.

Non solo. Secondo Franceschini, che parla da un’iniziativa del partito ad Amalfi, Berlusconi “si innervosisce e minaccia di prendere ‘misure dure'” contro la stampa perchè “capisce che il suo ciclo politico sta inesorabilmente finendo”. Su questa falsariga non si fa attendere la replica del portavoce del premier Paolo Bonaiuti per il quale “il ciclo politico che sta finendo in Italia è quello della sinistra e non di Berlusconi e del Popolo della Libertà, Franceschini è una piccola e friabile meteora che non lascerà traccia”. “E’ solo l’invidia – sottolinea Bonaiuti – che spinge Franceschini a pronostici così sballati”. Non finisce qui perchè è a sua volta il portavoce di Franceschini Piero Martino a osservare che “Bonaiuti non riesce più a coprire il nervosismo del suo vecchio leader in declino”. “C’è poco da invidiare – aggiunge Martino – ad uno showman appannato che non sapendo come affrontare la crisi economica italiana si inventa di tutto”.

Contro il Pd si scatena l’intero gotha del Pdl mentre Berlusconi, da Praga, rivendica di aver avuto un ruolo decisivo nella nomina di Anders Fogh Rasmussen a segretario generale della Nato. Tornando sulla famosa telefonata Berlusconi spiega che “oggi tutti mi sono stati grati e mi hanno ringraziato per il lavoro fatto con Erdogan”. Inoltre, fa sapere il Cavaliere, il presidente americano Barack Obama con cui c’è una “sintonia totale” l’ha

invitato a Washington e l’incontro si terrà “presto” anche se non è ancora stata fissata una data. Intanto da Roma Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto sparano a zero sulle parole di Franceschini. “Berlusconi finito? – si domanda Gasparri -. Franceschini si curi… come leader del Pd deve resistere altri due mesi, poi con il cappello da Napoleone in testa potrà dire di tutto ai giardinetti salendo su una cassetta di frutta vuota”.

Per il presidente dei deputati di centrodestra Fabrizio Cicchitto Franceschini “è ridotto alla frutta, cavalca l’attacco mediatico rivolto contro il presidente Berlusconi”. Un attacco che, sotto forma di “manipolazione mediatica”, c’è eccome secondo lo stato maggiore del Pdl. Per il vice presidente dei senatori Gaetano Quagliariello “la falsificazione mediatica in atto ai danni del presidente del Consiglio è indecente”. “Ora – riflette Quagliariello – si attende l’ultimo atto: il tentativo di interdizione nei confronti dei giornalisti rei di non aderire alla versione politicamente corretta e di non spingere la propria faziosità fino a far male al Paese. La maggioranza, però è oggi compatta e sufficientemente matura per non cadere in questi giochi di regime”.

Di tutt’altra opinione il centrosinistra. Per l’Italia dei Valori “siamo ormai alla censura preventiva, all’anticamera del regime autoritario” mentre Vinicio Peluffo componente del Pd della Vigilanza Rai rilancia: “Di quale assalto mediatico parlano gli esponenti della Pdl? Probabilmente si
riferiscono alla gravissima anomalia delle reti Mediaset che, in violazione ad ogni regola della corretta informazione, hanno garantito alla Pdl il 78% del tempo di presenza contro l`11% del Pd. Ecco è proprio il caso di chiedersi se questa è libertà di stampa”.

Vep

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