Besançon (Francia), 10 nov. (Ap) – “Una vittoria che spero sia storica, per noi e per tutte le persone che sono nella nostra situazione e che desiderano adottare dei bambini”: la situazione alla quale allude Emanuelle B. dopo la sentenza del tribunale amministrativo di Besancon è quella di essere omosessuale e la vittoria è la sentenza – dopo undici anni di cause legali – che consente a lei e alla compagna di adottare un bambino.
Il Consiglio generale del Dipartimento del Giura – che per due volte aveva rifiutato il proprio consenso nonostante la condanna della Corte Europea per i Diritti dell’Uomo per “discriminazione sessuale”, che il Tar ha invece ritenuto decisiva – ha annunciato di non voler presentare appello.
“Spero che questa decisione chiuda il dibattito sulla possibile adozione da parte di una persona non sposata e che sia omosessuale, è una vittoria del diritto contro una decisione del Consiglio generale che era stata politica e soprattutto omofoba”, ha concluso la legale della donna, Caroline Mecary.
Critica la reazione del governo conservatore: il portavoce dell’esecutivo, Luc Chatel, ha ricordato come “in più occasioni il governo e lo stesso Presidente della Repubblica” Nicolas Sarkozy abbiano dichiarato la propria contrarietà all’adozione da parte di coppie omosessuali: “Questa mattina è stata emessa una sentenza di cui prendiamo atto e che deve sostenere la nostra riflessione su tale materia”, ha concluso il portavoce precisando che il Parlamento sta valutando la possibilità di preparare un apposito progetto di legge.
Mgi
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