Roma, 7 giu. (TMNews) – Il ministro degli Esteri Franco Frattini sarà domani in Iraq per una visita bilaterale, e giovedì negli Emirati Arabi per la terza riunione del Gruppo di contatto sulla Libia. La prima tappa del viaggio nel Golfo – presentato oggi alla stampa dal portavoce della Farnesina Maur
izio Massari – sarà domani mattina Baghdad, dove è in programma la seconda riunione della commissione mista Italia-Iraq (nata con un accordo fra i due governi che risale al 2007).
La riunione si articolerà su tre tavoli: uno dedicato agli imprenditori, un altro alla Cooperazione allo sviluppo e il terzo alla Difesa. Frattini assisterà all’apertura e alle conclusioni della sessione plenaria della commissione, oltre che alla firma di due accordi, per la Promozione e Protezione degli Investimenti, e per i Servizi Aerei. Nell’agenda del capo della diplomazia italiana ci sono poi colloqui con le più alte cariche politiche, dal presidente della Repubblica curdo, Jalal Talabani al ministro degli Esteri Hoshyar Zebari fino all’arcivescovo di Erbil, monsignor Bashar Warda con cui Frattini discuterà della condizione delle minoranze religiose.
“La situazione in Iraq non è ancora pienamente consolidata, permangono delle criticità – ha fatto notare Massari – ci auguriamo che le difficoltà della transizione vengano superate quanto prima, e che anche la formazione del governo possa essere completata”. Da parte dell’Italia, ha proseguito il diplomatico, c’è la convinzione che “da un Iraq stabile, democratico, multietnico e tollerante nei confronti delle minoranze possa trarre vantaggio l’intera regione”, che il Medio Oriente abbia bisogno di “un Iraq stabile e allargato”.
Nella serata di domani, Frattini visiterà i siti archeologici di Ur e Usr, non lontano da Nassiriya, e successivamente, nel capoluogo del Dhi Qar, presenzierà alla cerimonia di chiusura del team di ricostruzione provinciale italiano, che “dal 2006 a oggi ha gestito 4mila progetti”. La chiusura del Prt, però, non equivale alla fine dell’impegno italiano con l’Iraq, tutt’altro: Roma è il primo partner europeo con un interscambio complessivo da 3,5 miliardi di euro. Oltre a ciò, sul piano della cooperazione allo sviluppo, dal 2003 l’Italia ha stanziato aiuti per un valore di 3,3 miliardi di dollari, di cui 2,4 miliardi per la cancellazione del debito, 475 milioni a dono e 400 milioni per una linea di credito.
Quanto all’institution building e i progetti a favore della ricostruzione, basti pensare che nell’ambito della missione di addestramento della Nato, l’Italia in sette anni ha formato circa 9mila agenti della polizia federale irachena, a cui si è recentemente aggiunto un impegno nel training della polizia petrolifera. L’Italia è infine sul podio per quanto riguarda la cooperazione nei settori culturale e archeologico e vanta interventi per il patrimonio museale di Baghdad e Nassiriya, ma anche a favore del patrimonio culturale curdo. (segue)
Spr/Coa
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