Fuga contro il caro-pieno in Ticino E Varese fa lo «sconto di protesta»

VARESE Ieri la benzina in Italia costava 1.871 euro al litro, in Svizzera 1.566. Il gasolio italiano veniva venduto a 1.770 euro al litro, quello svizzero a 1.649. E così, per fermare il pendolarismo del carburante, i benzinai si sono inventati un “maxi sconto di protesta”. L’iniziativa – che si pone a metà strada tra l’evento promozionale e di sensibilizzazione – si svolgerà questo sabato e il successivo, dalle 7.15 alle 17, nelle stazioni di servizio Q8 di Varese che si trovano in viale Aguggiari, via Sanvito, viale Borri e viale Belforte. Benzina e gasolio verranno venduti con uno sconto di dieci centesimi rispetto al prezzo consigliato da Q8. Chi ha la carta sconto potrà utilizzarla: i dieci centesimi di sconto si sommeranno così ai 18 di chi è in fascia A e ai dieci di chi è in fascia B. Il fine dell’iniziativa – che è già stata sperimentata con successo a Olgiate Comasco – sarà esplicitato dalla presenza di bandiere con scritto “fermati in Italia”. Lo scopo, infatti, è quello di sensibilizzare il governo sul problema del pendolarismo del pieno che, nella nostra provincia, ha già fatto calare le vendite di carburante del 30%. Un problema che si riflette anche nelle casse dello Stato considerando che ogni litro di benzina e di gasolio acquistato in

Svizzera sottrae un euro di accise alle casse dell’erario. Cinquanta euro a ogni pieno, un milione di euro al giorno negli ultimi giorni.«Vogliamo smuovere le acque, ci mettiamo del nostro per preservare l’imprenditorialità dei gestori di Varese – spiega l’assistente di rete Q8 Albano Finotelli – C’è un problema di costi: le spese fisse rimangono, ma si abbassa il volume d’affari per via della concorrenza con la Svizzera. E questo malgrado alcune volte il risparmio non sia effettivo, dal momento che gli svizzeri espongono il prezzo in franchi e non in euro, cosa che non agevola la comprensione del cliente. La carta sconto, inoltre, non è più sufficiente per via dell’aumento delle accise». Intanto sui tavoli istituzionali si sta muovendo qualcosa: il Governo sta lavorando per assumere provvedimenti per fermare il pendolarismo del pieno. L’altro giorno, in tarda serata, è passato l’atto che spinge il Governo ad aumentare di 40 milioni di euro le assegnazioni finanziarie alle regioni di confine e allineare il prezzo della benzina al di qua e al di là dalla frontiera. In questo modo, non ci sarà più convenienza a espatriare per il carburante e le accise resteranno in Italia. La mozione non è un atto definitivo, ma è importante che il Governo l’abbia accettata: era in sospeso dai primi giorni di gennaio.

s.bartolini

© riproduzione riservata