È scomparso nel nulla durante un permesso per attività alla mensa della Caritas. Elia Del Grande, internato in una casa lavoro ad Alba, è fuggito la sera di Pasqua senza fare ritorno nella struttura, dove avrebbe dovuto rientrare entro le 21.
L’ultimo avvistamento risale a poche ore prima della sparizione: Del Grande si trovava insieme al cappellano, don Domenico, quando è stato avvicinato da una donna con una bambina. Si è fermato a parlare con loro e, poco dopo, ha fatto perdere completamente le proprie tracce.
Alla base della fuga ci sarebbe la volontà di non rimanere nella struttura. Secondo quanto stabilito dal magistrato di sorveglianza di Torino, l’uomo avrebbe dovuto scontare altri dodici mesi di permanenza, oltre ai sei già trascorsi — periodo che, per legge, dovrà essere comunque ripetuto.
La Procura di Asti ha aperto un fascicolo per favoreggiamento. La fuga in sé non costituisce reato, ma gli inquirenti sospettano che qualcuno possa aver aiutato Del Grande a nascondersi, circostanza che configurerebbe un illecito punibile con la reclusione fino a due anni.
La sua attuale compagna, che da tempo gestisce i suoi interessi economici, si è dichiarata estranea ai fatti, sostenendo inoltre che l’uomo non rappresenta un pericolo.
Intanto, a Cadrezzate con Osmate — il paese d’origine, distante circa 200 chilometri — il clima è sospeso. Dopo il via vai di carabinieri nella serata di Pasquetta, resta una calma carica di interrogativi. I residenti, però, preferiscono non esporsi.
Il sindaco Cristian Robustellini invita alla cautela: è ancora presto per comprendere appieno la vicenda, ma ammette che quanto accaduto ha generato delusione tra i cittadini, soprattutto in relazione a un possibile percorso di reinserimento sociale dell’uomo.
Resta il mistero sulla sua posizione attuale. Non si esclude che possa aver ricevuto aiuto da conoscenti, come già ipotizzato in passato, quando era stato avvistato di notte nei pressi della chiesa e del lungolago di Monate. All’epoca i carabinieri avevano effettuato controlli anche in alcune abitazioni della zona.
Un ritorno nell’appartamento dove era stato fermato lo scorso novembre appare poco probabile. Più concreta, invece, l’ipotesi che possa essersi rifugiato in una delle numerose seconde case della zona, rimaste vuote dopo le festività pasquali — un territorio che conosce bene, anche per la sua passione per la caccia.
Le forze dell’ordine sono al lavoro senza sosta: in mano agli investigatori c’è la nota di ricerca con i dati personali, le caratteristiche fisiche e le ultime immagini disponibili. Di lui, però, al momento, nessuna traccia.













