«Fuori da qui vi tagliamo la gola»

In tribunale - Due rom, arrestate per furto, si sono rese protagoniste di minacce ai poliziotti. Adesso sono in carcere

– «Fuori di qui vi ammazziamo. Vi tagliamo la gola». Minacce di morte agli agenti della squadra volanti della Questura di Varese che le avevano arrestate per furto. È accaduto subito dopo l’udienza di convalida dell’arresto di due venticinquenni romene, domiciliate nel campo nomadi di Milano, fermate dai poliziotti subito dopo aver ripulito due appartamenti in centro a Varese. Nel corso dell’udienza di convalida le due donne hanno più volte mimato il gesto del taglio della gola all’indirizzo

dei poliziotti che le avevano arrestate. Dopo l’udienza, la sceneggiata con grida e urla di ogni genere e tanto di insulti. Quindi le minacce: «Fuori di qui vi ammazziamo». Minacce di morte pesanti riferite al pubblico ministero Sabrina Ditaranto, titolare dell’inchiesta, che ha fatto immediatamente scattare anche la denuncia per minacce a pubblico ufficiale nei confronti delle due. La cui posizione, dunque, si aggrava ulteriormente. Il giudice a loro carico ha disposto la misura di custodia cautelare in carcere visti i numerosi precedenti e l’altissimo rischio che entrambe spariscano prima del processo.

L’arresto per furto aveva visto una pattuglia delle volanti venire fermata da una varesina cui erano appena “entrati in casa”, la quale ha indicato agli operatori le due presunte ladre. Infatti, la donna stava da qualche minuto seguendo le ragazze poiché, avvisata da un’amica che gestisce un negozio vicino casa, era venuta a sapere che due donne di etnia rom si erano introdotte nel condominio dove la stessa risiede. Preoccupata, si è precipitata nel proprio appartamento, già oggetto in passato di numerosi furti, e ha notato che la porta era stata forzata e che mancava una busta contenete del denaro che aveva lasciato nell’ingresso. Intuendo che potessero essere state le due ragazze viste poco prima dall’amica, è tornata verso l’entrata principale del condominio e ha notato che le due giovani stavano uscendo a piedi dallo stabile. Gli agenti hanno prontamente bloccato e identificato le due donne, trovate in possesso di strumenti usati per lo scasso oltre al denaro in quantitativo corrispondente a quanto denunciato dalla vittima. Da un sopralluogo nell’abitazione, oltre a notare la casa a soqquadro, gli agenti si sono accorti che anche la porta di ingresso di un altro appartamento era stata “scassinata”. Dalle prime attività di indagine si è appreso che, con scaltrezza, le due si erano appostate fuori dal portone principale dello stabile, cui si accede digitando un codice, e osservando i numeri composti dai diversi condomini che vi facevano ingresso, sono riuscite a entrare senza difficoltà. Dopo il doppio furto sono arrivate le minacce di morte agli agenti: una delle due ha chiesto di poter essere messa agli arresti domiciliari a casa di un amico del marito. A Bologna. Inutile dire che il pubblico ministero ha espresso parere negativo. Le due donne restano in carcere.