Furti di auto di alta gamma in Ticino: quattro colpi in una settimana, tre arresti

Furti di auto di alta gamma in Ticino: quattro colpi in una settimana, tre arresti
Nel mirino rivenditori e carrozzerie di Manno, Lamone e Camorino. Recuperati tutti i veicoli rubati: due in Ticino, uno in Vallese e uno in Italia

Quattro autovetture di alta gamma rubate nell’arco di una settimana e tre persone finite in manette. È il bilancio dell’operazione comunicata nella giornata di oggi, giovedì 24 settembre, dal Ministero pubblico e dalla Polizia cantonale del Canton Ticino.

I furti hanno interessato alcune attività commerciali e carrozzerie situate a Manno, Lamone e Camorino. Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni investigative, i responsabili sarebbero stati reclutati attraverso i social network e avrebbero raggiunto le aziende prese di mira con l’obiettivo di impossessarsi delle automobili.

La tecnica utilizzata sarebbe stata simile nei diversi episodi: dopo aver forzato gli ingressi e commesso gli scassi, i malviventi sarebbero riusciti a entrare in possesso delle chiavi dei veicoli, per poi allontanarsi rapidamente alla guida delle auto rubate.

Le indagini, avviate immediatamente dopo i primi episodi, hanno consentito agli investigatori di ricostruire parte della rete coinvolta e di individuare i veicoli sottratti.

Nel corso dell’operazione sono state arrestate tre persone: un 19enne cittadino francese residente nel Canton Zurigo, un 21enne cittadino francese residente in Francia e un 24enne cittadino marocchino anch’egli residente in Francia. Le ricerche proseguono invece nei confronti di un quarto sospettato, per il quale le attività investigative sono tuttora in corso.

Importante anche il risultato sul fronte del recupero dei mezzi: tutte e quattro le automobili rubate sono state infatti ritrovate. Due sono state individuate in territorio ticinese, una in Vallese e la quarta è stata recuperata in Italia, a conferma della dimensione transfrontaliera dell’attività investigativa.

L’operazione ha richiesto la collaborazione di numerosi corpi di polizia. Oltre agli agenti della Polizia cantonale ticinese, hanno partecipato alle attività le Polizie cantonali di Vallese, Vaud, Ginevra, Berna e Neuchâtel, insieme alle Polizie comunali di Malcantone Est, Malcantone Ovest, Ascona e Locarno. A supporto delle operazioni è intervenuto anche l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC).

Gli indagati sono chiamati a rispondere, a vario titolo, di ipotesi di reato che comprendono furto, violazione di domicilio, danneggiamento, infrazione alla Legge federale sulla circolazione stradale e infrazione alla Legge federale sugli stranieri e la loro integrazione.

Le attività investigative non sono però concluse. La task force congiunta costituita dall’Ufficio federale di polizia (fedpol) e dalle polizie cantonali sta verificando eventuali collegamenti con altri episodi analoghi e approfondendo il possibile coinvolgimento di ulteriori persone.

Proprio perché gli accertamenti sono ancora in corso, le autorità hanno comunicato che non saranno al momento diffuse ulteriori informazioni sull’inchiesta.

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