Bruxelles, 12 mar. (Apcom) – Una “azione mondiale concertata”. Non c’è altro modo, per il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, di rispondere alla crisi nella quale l’economia globale si va inabissando ogni giorno di più. “Qui a casa nostra possiamo fare un ottimo lavoro, con un’ampia gamma di misure politiche, ma se a livello globale il deterioramento dell’economia prosegue, finisce per far arretrare anche
noi”, ha spiegato al termine di un incontro con il suo ministro del Tesoro, Timothy Geithner, che domani volerà a Londra per incontrare i ministri delle Finanze del G20 in vista del vertice del 2 aprile prossimo, sempre nella capitale britannica. “E’ giunto il momento di iniziare ad agire assieme”, ha spiegato Geithner, mettendo l’accento sul fatto che il tempo delle discussioni è finito.
Ma già sulla strada del dialogo, prima ancora che dell’azione
comune, tra Stati Uniti e Unione europea, sono sorti i primi
ostacoli. L’invito a fare di più rivolto da Washington al resto
del mondo è stato accolto in modo stizzito dal presidente
dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker, mentre la Gran Bretagna si è
mostrata più possibilista e aperto. D’altra parte il
coordinamento in seno all’Unione europea si sta mostrando
tutt’altro che facile, e a livello mondiale l’impresa di essere
ancora più ardua. Il cancelliere dello Scacchiere Alistair
Darling, padrone di casa del vertice che verrà preceduto da una
cena venerdì sera e che durerà per tutta la giornata di sabato,
ha smorzato le aspettative, dicendo che “non dovremmo aspettarci
un consenso integrale immediato, ma potremmo cominciare a
costruire questo consenso riconoscendo che il nostro interesse
comune non è in contraddizione con quello dei paesi singoli”.
Londra, che ha la presidenza del G20, accoglierà i ministri
economici e finanziari e i banchieri centrali di Italia, Francia
e Germania, oltre a quelli di Argentina, Australia, Brasile,
Canada, CIna, India, Indonesia, Giappone, Messico, Russia, Arabia
Saudita, Sudafrica, Corea del Sud, Turchia e Stati Uniti.
Una formazione con la quale, per Darling, “nessun problema
mondiale dovrebbe sembrare troppo difficile da risolvere”. A
partire da quello degli asset tossici delle banche, che continua
a rimanere la vera spina nel fianco dell’economia mondiale,
poiché impedisce il normale ripristino dei flussi di credito
verso imprese e famiglie.
In un documento approvato martedì dai ministri dell’Ecofin in
vista del G20, sono otto le priorità indicate: supervisione
prudenziale macroeconomica, iniziative per mitigare la natura
pro-ciclica dei mercati finanziari, nuove soluzioni contabili per
aiutare le banche ad avere delle riserve in caso di crisi,
maggiore regolazione, anche su hedge funds e derivati,
supervisione delle agenzie di rating, corporate governance e
responsabilizzazione del settore privato. Tra le proposte sul
tavolo, c’è anche il raddoppiamento dei finanziamenti al Fondo
monetario internazionale.
Già nella giornata di oggi il governatore della Banca d’Italia
Mario Draghi sarà a Londra per un incontro del Financial
Stability Forum, a cui seguirà una conferenza stampa alle 18 ora
locale. Il ministro del Tesoro Giulio Tremonti sarà a Downing
Street domattina, su invito del primo ministro Gordon Brown e del
presidente della Banca Mondiale, Robert Zoellick, per un incontro
sul finanziamento del sistema sanitario. Al termine dei lavori,
il ministro terrà alle 11,30 una conferenza stampa all’ambasciata
italiana. La sera ci sarà la cena, a South Lodge, nei pressi di
Gatwick, dove il giorno dopo si terranno i lavori del vertice G20
finanziario, la cui fine è prevista per le 18 circa.
Mar
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