Roma, 13 feb. (Ap) – E’ arrivato stamattina a Roma insieme al
presidente della Federal Reserve Ben Bernanke, e indubbiamente i
riflettori sono puntati soprattutto su di lui. Questo G7 siglerà
infatti il debutto del neosegretario al Tesoro americano Timothy
Geithner con i ministri finanziari delle economie più importanti
a livello globale, e darà anche indicazioni più precise su come
il prescelto del presidente Usa Barack Obama ha intenzione di
collaborare con i suoi colleghi.
Il primo giorno “romano” di Geithner si è confermato subito
fitto di incontri importanti con le controparti inglese,
canadese, italiana, tedesca e giapponese. Un faccia a faccia con
Christine Lagarde è atteso invece in occasione del viaggio che
il ministro dell’economia francese terrà a Washington la prossima
settimana. Geithner ha anche incontrato e parlato con il ministro
delle finanze russo Alexei Kudrin, che si è unito al meeting del
G7.
Le aspettative per questo vertice sono alte: la crisi economica non risparmia nessun paese, il sistema finanziario mondiale barcolla ancora dopo essere stato investito dalla bufera subprime e, in più, esiste il pericolo che le economie decidano di chiudersi a riccio e di sposare le logiche del protezionismo. Questo, mentre la nuova amministrazione di Obama sforna nuove ricette che non sempre incontrano il consenso dei mercati. Una di queste
chiama in causa proprio Geithner: si parla dell’ambizioso piano per salvare le banche americane che il segretario al Tesoro ha presentato qualche giorno fa, e che si è scontrato con tutta la diffidenza di Wall Street. I mercati azionari americani hanno bocciato infatti la manovra, che potrebbe costare tra l’altro 2.000 miliardi di dollari, e nei giorni successivi un’ondata di critiche si è abbattuta contro la soluzione annunciata.
Il G7 sarà dunque per Geithner non soltanto un importante banco
di prova, ma anche un’opportunità che gli permetterà di spiegare
meglio il piano americano volto a sconfiggere la crisi
finanziaria in corso. Certo, l’assenza nel tavolo delle
trattative di pedine imprescindibili dell’economia globale, quali
Cina e India, è un dato di fatto. Per questo motivo molti
sottolineano che il G7 preparerà più che altro il terreno
all’altro grande appuntamento atteso per i prossimi mesi: il G20,
che si svolgerà ad aprile.
Ciò detto, sicuramente in queste e nelle prossime ore i ministri
e i governatori delle banche centrali affronteranno questioni
cruciali, relative alla necessità di migliorare la trasparenza,
la circolazione di capitale e la governance delle banche. Ma i
risultati saranno all’altezza delle aspettative? “Non ho sentito
nulla di particolarmente fantasioso volto a risolvere i problemi
-ha detto alla Ap Peter Morici, professore di economia presso
l’Università del Maryland – Ritengo che i (partecipanti) stiano
utilizzando prescrizioni scadute. Mi aspettavo che ci sarebbero
stati più progressi sulla riforma bancaria, ma il problema
principale è che l’intero sistema di trading globale si è
spezzato, e questo è un problema ancora più essenziale per le
banche”.
Anche per questo, un appello a una riforma globale del sistema
finanziario sarà lanciato come anticipato dal ministro
dell’economia tedesco Peer Steinbruesck; a tal proposito, sui
rapporti con gli Stati Uniti, la Germania continuerà a mettere in
guardia contro il protezionismo, a seguito delle polemiche nate
dalla clausola del “Buy American”, contenuta nel piano di stimoli
per l’economia del governo Obama. Nel G7 si discuterà anche
dell’impatto che la crisi sta avendo sui paesi più poveri, e su
quali misure potranno essere adottate per mitigare in generale i
suoi effetti.
Intanto, mentre tanti esperti si chiedono come si riuscirà in
futuro a prevenire crisi della stessa natura, Pierpaolo Benigno,
economista presso l’Università Luiss di Roma, afferma che
“davvero la priorità è su come uscire da questa crisi”. E
sicuramente, la risposta a questa domanda che arriverà nelle
prossime ore da Geither sarà attentamente monitorata sia dai suoi
colleghi, che dai mercati internazionali.
Lna-Emc
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