GALLARATE Nino Caianiello è il nuovo direttore generale di Amsc Impianti&Servizi. A partire da lunedì entrerà in vigore il contratto, a tempo indeterminato, firmato ieri pomeriggio a margine del consiglio di amministrazione. E intanto le opposizioni gridano allo «scandalo».
Il bando per la nomina del direttore generale fu emesso nella primavera dello scorso anno. Caianiello, allora presidente, partecipò e vinse. Il cda, lui si astenne da ogni riunione dedicata alla questione, gli sottopose un’offerta, che però lui rifiutò. Motivo? Un avviso di garanzia recapitatogli qualche giorno prima che ricevesse l’offerta. L’accusa, per la quale ora è a giudizio a Busto Arsizio, è quella di peculato.
Stando agli inquirenti, Caianiello avrebbe utilizzato il videotelefono aziendale per chiamate intime di natura personale. Lui respinse le accuse, dicendo che l’uso illimitato del cellulare rientrerebbe fra i benefit concessi al presidente. Ad ogni modo, l’avviso di garanzia lo portò a decidere di rifiutare la proposta di contratto. La questione rimase congelata fino allo scorso 20 novembre, quando lo stesso Caianiello scrisse una lettera al consigliere di amministrazione incaricato di seguire la pratica di nomina del direttore generale. Una missiva con cui comunicava che le ragioni che lo avevano spinto a rinunciare all’incarico erano venute meno. In proposito, Amsc Impianti&Servizi chiese un parere al proprio legale, che diede il nulla osta all’operazione. Il nuovo presidente Alberto Ramponi, all’atto del suo insediamento lo scorso 5 luglio, ha trovato sul tavolo la delibera pendente e ha chiesto all’assemblea dei soci, che ha potere di nomina dei dirigenti, come comportarsi.
L’assemblea, o per meglio dire il sindaco Nicola Mucci visto che il comune di Gallarate detiene il 99,88 per cento delle quote societarie, ha invitato il cda a formulare un’offerta economica a Caianiello. Offerta presentata e accettata ieri dal diretto interessato, che mercoledì, dopo la riunione dell’assemblea dei soci, ha provveduto a dimettersi da consigliere di amministrazione di Amsc Impianti&Servizi, per diventarne direttore generale. Mentre rimane presidente o amministratore delegato di tutte le altre otto società che fanno capo all’ex municipalizzata.
Impossibile conoscere l’importo del contratto, è noto che si tratta di un lavoro a tempo indeterminato. Il che, unito al fatto che l’assunzione è avvenuta con un bando e non su chiamata diretta, renderà difficile al prossimo sindaco di Gallarate, qualora intendesse farlo, “licenziare” Caianiello. «Gli abbiamo dato un posto fisso», commenta al proposito Marco Casillo, capogruppo del Pd. «Come al solito non veniamo ascoltati», commentava ieri pomeriggio, «ribadiamo che si tratta di una nomina inopportuna, che non da alcun valore aggiunto all’azienda, né tanto meno può essere vista come un cambio di rotta». Al democratico non piacciono nemmeno le modalità con cui si è arrivati a questa nomina.
«Il sindaco si assumerà tutte le responsabilità politiche del caso», afferma invece il leghista Giorgio Caielli, «abbiamo una figura politica che prende in mano un’azienda dopo averla gestita per tanti anni, qualcosa non torna». Al proposito, «vediamo cosa faranno gli ex An». Grida invece allo «scandalo» Cinzia Colombo (La Sinistra). «Questa mi sembra una presa in giro nei confronti della cittadinanza, la vera proprietaria dell’azienda», l’affondo, «si usa la politica per interessi personali, la cosa peggiore che si possa fare stando a capo di un’amministrazione».
Riccardo Saporiti
e.marletta
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