Gallarate, il bilancio tira la cinghia. Addio opere pubbliche

Gallarate Un bilancio ridotto rispetto a quello dello scorso anno, difficile da elaborare e complesso da gestire. Tanto che, come affermato dall’assessore alle Finanze Carlo Bonicalzi durante la presentazione in commissione, «dovremo tenerlo sotto controllo giorno per giorno».

Il dato più significativo riguarda l’entità della manovra. Nel 2008, sia in entrata che in uscita, dalle casse di Palazzo Borghi sono passati qualcosa come 79 milioni di euro. Quest’anno la cifra è stata ridotta di 11 milioni, tanto che il pareggio è stato fissato a 68 milioni di euro. Importo comunque significativo, ma che porta una riduzione del 14 per cento rispetto allo scorso anno. Ora, «non abbiamo inserito i fondi per i servizi sociali finanziati dalla Regione attraverso i piani di zona, perché ancora l’importo non è stato fissato», ha sottolineato il titolare della delega alla Programmazione finanziaria. Altro elemento di incertezza riguarda i trasferimenti statali a compensazione dell’abolizione dell’Ici sulla prima casa. «Abbiamo ricevuto un secondo contributo, inferiore di 100 mila euro rispetto alla cifra che abbiamo certificato», ha proseguito, «non ci è chiaro se si tratti di un ulteriore acconto o del saldo definitivo».

Tutto questo significa che l’importo totale della manovra è destinato a salire. Ma rimane il fatto che, nella stesura del documento contabile, si è dovuto tagliare. In qualche caso con il bisturi, in altri con l’accetta. Un esempio arriva dagli stanziamenti legati agli investimenti, ovvero alle opere pubbliche. Lo scorso anno

in questo settore vennero spesi 20 milioni, nel 2009 la previsione parla di poco più di nove. La buona notizia, per i contribuenti gallaratesi, è che l’Amministrazione ha scelto di agire sul taglio delle spese invece che sull’aumento delle imposte. Ici, Tarsu e addizionale Irpef rimangono infatti invariate rispetto allo scorso anno.

Al momento, per far quadrare i conti, è stato necessario utilizzare buona parte degli oneri di urbanizzazione per finanziare la parte corrente, ovvero i servizi e gli stipendi dei dipendenti, sottraendoli così alle spese in conto capitale, quelle legate ai lavori pubblici. Anche così, però, rientrare nei vincoli imposti dal Patto di stabilità «comporterà una previsione nei pagamenti abbastanza limitata». Notizia pessima, questa, per le imprese impegnate nell’esecuzione di opere per conto dell’amministrazione. In questo senso si aspettano novità positive da Roma: l’approvazione del cosiddetto decreto “Milleproroghe” dovrebbe comportare una revisione delle norme che renda meno stringenti i vincoli legati al Patto.
Di sicuro, è in corso un’analisi sui centri di costo, volta ad individuare possibili risparmi e razionalizzazioni della spesa. La convinzione, espressa dallo stesso assessore Bonicalzi, è che quest’anno gli uffici avranno parecchio da lavorare. «Il bilancio andrà gestito con attenzione durante l’anno, dovremmo essere attenti a possibili maggiori entrate per far fronte ad eventuali nuove necessità di spesa». Il preventivo 2009 verrà presentato domani sera in consiglio comunale, mentre ai primi di marzo tornerà a riunirsi la commissione per valutare eventuali emendamenti e per discutere le possibili applicazioni della mozione, presentata dal Pd, modificata ed approvata all’unanimità, che chiede misure per calmierare gli effetti della crisi economica.
Riccardo Saporiti

f.artina

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