GALLARATE Nel giorno della festa per i 150 anni dell’Unità d’Italia, c’è un leghista che festeggia. Si tratta di Stefano Gualandris, scelto dai padani come il candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative.
La retromarcia padana, nell’aria da qualche giorno, si è concretizzata nella notte di martedì, al termine di una riunione alla quale aveva partecipato anche il vicesegretario nazionale, nonché capogruppo alla Camera, Marco Reguzzoni. Ed è stata ufficializzata con una nota diffusa ieri mattina: «L’assemblea ha confermato la scelta della corsa solitaria e ha deciso di affermare una linea maggiormente identitaria, puntando su un amministratore giovane ma con lunga esperienza».
Si tratta, appunto, di «Stefano Gualandris, 33 anni, militante e attuale capogruppo in consiglio provinciale». La nota si conclude con un «sincero ringraziamento a Ugo Gaspari per essersi messo a disposizione del movimento, in una fase preparatoria delle elezioni». Quali sono, però, le ragioni di questo cambio di rotta a due settimane dalla presentazione delle liste, dopo che solo domenica scorsa, con un altro comunicato, la segreteria cittadina annunciava la candidatura di Gaspari?
«Abbiamo deciso di puntare su una corsa maggiormente identitaria, considerando l’elemento politico come preponderante, in linea con quanto deciso dal consiglio federale», spiega il segretario Giorgio Caielli. Gaspari, al contrario di Gualandris, non ha la tessera da militante della Lega. E quindi, volendo dare un taglio più politico alla candidatura, era necessario candidare un tesserato.
Molti diranno che il cambio di rotta non è che un’imposizione del bustocco Reguzzoni alla sezione gallaratese. «La verità – replica Caielli – è che sono cambiati i contesti e gli scenari, quando abbiamo compiuto la scelta iniziare (Gaspari, ndr) non sapevamo se avremmo potuto correre da soli, per questo abbiamo cercato un candidato di garanzia. Ma dopo che il consiglio federale ha compiuto questa scelta identitaria, sono cambiare le condizioni».
Caielli non sente in alcun modo messa in discussione la sua segreteria. «La cosa fondamentale è che si mantenga la linea della sezione cittadina, che era quella di correre da soli – conclude – per quanto mi riguarda sono tranquillo, del resto tutte le decisioni sono sempre state prese all’unanimità dai militanti». Per parte sua Gualandris, subito dopo aver precisato di non festeggiare il 150°, smentisce le voci apparse ieri sui quotidiani.
«In Lega si discute, non si sega – afferma – Gaspari ha compiuto una scelta personale, legittima, che nulla ha a che vedere con le voci di questi giorni. Il suo nome circolava, ma non era quello definitivo. Comunque mi ha già garantito il suo appoggio, crede nella nostra battaglia». E magari potrebbe fare l’assessore al Bilancio se i padani dovessero vincere.
«Come “se”? – ribatte subito Gualandris – io ho accettato la candidatura con l’accordo che devo vincere, sul municipio di Gallarate sventolerà la bandiera della Lega».
Riccardo Saporiti
f.tonghini
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