GALLARATE Spacciatore ricchissimo nella rete della polizia di Gallarate: sotto sequestro 16 dosi di cocaina e oltre 150mila euro in contanti. S.G., gallaratese di 40 anni, incensurato e disoccupato, è stato arrestato intorno alle 2 della notte tra sabato e domenica nelle vicinanze di un bar di Arnate. A far scattare le manette il nucleo investigativo del commissariato di via Ragazzi del 99 i cui uomini da tempo tenevano d’occhio il quarantenne, mai colto sul fatto ma da tempo sospettato di essere un pusher di extralusso. Prova ne sono i quasi 300 milioni di vecchie lire accumulati vendendo droga in ingenti quantità, almeno a giudicare dagli introiti. Sabato è scattato l’arresto. Gli uomini del commissariato hanno assistito alla vendita diretta di cocaina. La polizia era appostata nelle vicinanze del bar di Arnate (i cui gestori sono totalmente estranei ai fatti) che S.G. sceglieva spesso come punto di incontro con i suoi affezionati clienti. Gli inquirenti hanno visto il quarantenne uscire dal locale dopo essere stato chiamato da un acquirente. I due si sono brevemente accordati sulla vendita, quindi hanno raggiunto l’auto furgonata del pusher dove, evidentemente, era custodita la droga. A quel punto la polizia ha bloccato venditore e compratore: il quarantenne aveva
ancora addosso le due dosi in pronta consegna. Mentre l’acquirente ha ammesso soltanto di fare uso di cocaina. Oltre alla droga i poliziotti hanno trovato nelle tasche del disoccupato, che tra l’altro vive negli alloggi popolari assegnati dal Comune di Gallarate, 13 mila euro in contanti. Non male per qualcuno che ufficialmente sarebbe in cerca di lavoro e ha un tetto, sulla carta almeno, solo grazie all’aiuto dello stato. Il denaro, per la polizia, è sicuro provento di spaccio. Ma i 13 mila euro erano soltanto la punta dell’iceberg. Gli inquirenti hanno perquisito anche la casa popolare dove il quarantenne risiede trovando altre 14 dosi di cocaina in pronta consegna e circa 140 mila euro in contanti. Il bottino, che un lavoratore medio faticherebbe ad accumulare in anni di onesto impiego, era nascosto sotto il materasso. La madre del quarantenne avrebbe cercato di scagionare il figlio dichiarando che quei soldi erano i risparmi della sua vita. La donna, però, casalinga senza introiti, non ha saputo per altro nemmeno quantificare l’ammontare della cifra. Il denaro è tutto sequestrato insieme alla droga, il quarantenne è in carcere e la domanda sulla qualità dei controlli per l’assegnazione di alloggi popolari a veri bisognosi resta sospesa nell’aria.
f.delpiano
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