GALLARATE Mai più un caso come quello di Casa Calcaterra, dimora ottocentesca abbattuta dalle ruspe in pieno agosto. Lo chiede Legambiente, pronta ad offrire la soluzione: porre un vincolo su tutti gli edifici storici della città. Impossibile? Niente affatto, visto che è in fase di elaborazione il Piano di Governo del Territorio, che deve appunto contenere i vincoli architettonici su alcuni edifici, pezzi di storia della città che dovranno essere conservati. Sull’onda dell’indignazione che, si legge in una nota, «finalmente ha smosso l’opinione pubblica, non solo gallaratese» dopo la distruzione di Casa Calcaterra, Legambiente chiede direttamente ai cittadini di segnalare il patrimonio da salvare. Per evitare che, una volta depositatasi la polvere delle macerie agostane, «tutto continui come prima».Il tutto è molto semplice. Del Pgt fa parte anche la Vas, ovvero la valutazione ambientale strategica, all’interno della quale vengono individuati, in aggiunta a quelli già sottoposti a vincolo dalla Sovrintendenza ai Beni culturali, anche alcuni edifici di pregio, che si propone di conservare. Si tratta di «esempi di archeologia industriale, dimore private, monumenti». Pezzi di storia della città che gli
estensori della Vas propongono di conservare, mettendo nero su bianco nel pgt che non possono essere toccati.Beninteso, si tratta di una proposta che poi l’Amministrazione dovrà valutare e, se del caso, accettare. Tentar non nuoce, sembra pensare Legambiente, che sta lavorando ad un elenco di tutti gli edifici storici da salvare. E, per questo, chiede aiuto ai cittadini, invitandoli a segnalarli direttamente all’ufficio tecnico, oppure di usare come tramite lo stesso sodalizio ambientalista. Basta inviare una mail all’indirizzo [email protected], oppure telefonare al 3472552237 o, in alternativa, al 3463731984.Il tutto con una discreta fretta, visto che il termine ultimo per presentare queste richieste è fissato per sabato. I tempi per il deposito erano fissati in «30 giorni a partire dai primi di agosto, guarda caso in pieno periodo di ferie». «Ora non ci interessa fare polemiche», glissa Legambiente, «bensì vogliamo trovare delle soluzioni». Per evitare che si ripeta un caso come quello di Casa Calcaterra, ma anche perché non si proceda all’abbattimento di edifici ritenuti di valore storico, come il palazzo Liberty di piazza San Lorenzo, prossima “vittima” delle ruspe.Riccardo Saporiti
f.artina
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