Gallarate Gente che andava e veniva a tutte le ore del giorno e della notte: alla lunga quel via vai intorno a una palazzina a due passi dalla centralissima piazza Libertà non poteva passare inosservato. Perché lei, una cittadina cinese di 37 anni, si prostituiva proprio lì, tra le quattro mura di un appartamento in vicolo dei Ratti.
Fino a quando al citofono della signora hanno suonato i carabinieri e per lei sono scattate le manette. Non a causa della sua attività, che in Italia non è considerata reato, ma perché trovata sprovvista di documenti e permesso di soggiorno: l’infrazione della legge sull’immigrazione non le ha lasciato scampo e l’ha spedita dritta in carcere a Monza.
Niente più "vita" nel vicolo. Un business che, secondo i carabinieri, alla cinese fruttava 500 euro al giorno. Allettanti mazzette di denaro contante che la donna teneva nel posto che riteneva più sicuro: i suoi stivali.
Il "giro" della squillo dagli occhi a mandorla era piuttosto ampio: pubblicizzava le sue prestazioni sulla pagina degli annunci di un giornale locale, i clienti non le mancavano. Ed erano anche variegati, dato che è stato accertato che in vicolo dei Ratti transitavano sia italiani sia stranieri. Ma i passanti – che vista la posizione della strada non mancano mai – e i vicini di casa non hanno potuto fare a meno di notare la movida dentro e fuori da quel portone, e così hanno fatto riferimento ai carabinieri di quartiere, segnalando loro la strana situazione.
Da lì è partito il blitz della compagnia di Gallarate, che si è concluso con le manette ai polsi della cinese. Le indagini tuttavia non si fermano: i militari stanno infatti verificando se l’attività della donna fosse gestita, o meglio sfruttata, oppure se il suo business fosse stato costruito per conto proprio. A nulla sono valse le lacrime e le grida dell’asiatica al momento dell’arresto. Per il momento l’unica certezza è che almeno in vicolo dei Ratti le luci rosse si sono spente.
f.artina
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