Roma, 13 mag. (Apcom) – Le associazioni degli omosessuali da
Gianfranco Fini: il presidente della Camera ha ricevuto oggi i
rappresentanti di Arci Gay-Arcilesbica, Gedo e Famiglia
Arcobaleno, che gli hanno consegnato un dossier sulle violenze e
gli omicidi a sfondo omofobico e gli hanno chiesto un impegno per
calendarizzare al più presto la legge contro l’omofobia. Fini,
dal canto suo, ha sottolineato il dovere del legislatore di
mettere al centro della sua azione la lotta a ogni genere di
pregiudizio.
“Non si è parlato di coppie di fatto”, precisa il presidente di
Arcigay Aurelio Mancuso all’uscita dal colloquio, durato circa
un’ora. “Abbiamo chiesto al presidente il suo interessamento
perché nella settimana della Giornata contro l’omofobia la
proposta di legge in materia presentata da Paola Concia (Pd) sia
finalmente discussa, ma non discussa per essere bocciata. Che si
possa invece arrivare a una mediazione per avere un testo
approvato dal Parlamento. C’è un clima di odio preoccupante e non
c’è una legge che tuteli le persone”.
Non si è parlato neppure “del passato”, precisa Mancuso
rispondendo alle domande dei cronisti su alcune esternazioni di
Fini che negli anni passati aveva espresso dubbi ad esempio
sull’opportunità di avere insegnanti omosessuali. “Non ci sono
politici in questo campo che sono immuni, che hanno dichiarato
che si sarebbero spesi su questi temi e poi c’è stato il nulla.
Ricordo ancora la lettera di Prodi che prometteva l’approvazione
della legge sulle coppie di fatto…”.
“La nostra opinione è che l’incontro è stato non solo molto
interessante – aggiunge Mancuso – ma anche molto importante. E’
la prima volta che il presidente della Camera ci riceve,
chiederemo un incontro analogo al presidente del Senato”. Fini,
spiega il leader di Arcigay, “non solo si è detto disponibile a a
interessarsi, ad approfondire le informazioni sulla proposta di
legge e sul quadro legislativo europeo, ma ha parlato di
‘tendenze affettive che vanno protette dal pregiudizio, dalle
violenze e dallo stigma sociale'”.
Secondo una fonte della presidenza della Camera, Fini ha
sottolineato che “nel momento in cui si discute della dignità
della persona umana, bisogna combattere tutte le tendenze al
pregiudizio, alla discriminazione e alla violenza. Ma questa cosa
il legislatore la deve avere al centro della sua azione
legislativa”. Quanto alla richiesta di accelerare l’iter della
proposta, non spetta al presidente della Camera ma alla
conferenza dei capigruppo, si fa notare a Montecitorio, decidere
il calendario d’Aula, qualora la proposta venga approvata in
commissione.
Bar
MAZ
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