GEDI cambia padrone: Repubblica e Radio DeeJay passano ai greci di Antenna

Exor cede il gruppo al colosso Antenna: rivoluzione nell’editoria italiana tra nuovi equilibri e interrogativi sul futuro

MILANO – La notizia circolava da mesi, ora è ufficiale: il gruppo GEDI cambia proprietà. La holding Exor ha perfezionato la cessione del 100% del capitale al gruppo greco Antenna Group, guidato dall’imprenditore Theodore Kyriakou.

Un passaggio che segna una svolta profonda nel panorama dell’informazione italiana, con implicazioni industriali, editoriali e – inevitabilmente – politiche.

Un colosso mediatico sotto controllo straniero

Con l’operazione finiscono sotto il controllo greco alcune delle principali testate italiane: La Repubblica, HuffPost Italia, Limes e National Geographic Italia, oltre alla concessionaria pubblicitaria Manzoni.

Si tratta di un passaggio che ridisegna gli equilibri dell’editoria nazionale: uno dei principali gruppi informativi del Paese esce definitivamente dall’orbita italiana.

Radio e strategia mediterranea

Il riassetto coinvolge anche il polo radiofonico, tra i più forti in Italia: Radio Deejay, Radio Capital e m2o passano ad Antenna.

L’obiettivo dichiarato è la costruzione di un hub radiofonico nel Mediterraneo, segnale di una strategia che va oltre i confini nazionali e punta a integrare contenuti e mercati.

Alla guida operativa arriva Mirja Cartia d’Asero come amministratore delegato, mentre vengono confermati Mario Orfeo alla direzione di Repubblica e Linus per le radio, in un tentativo evidente di garantire continuità editoriale nella fase di transizione.

La Stampa resta italiana

C’è però un’eccezione significativa. La Stampa non seguirà il resto del gruppo nel passaggio ad Antenna.

La testata torinese è stata ceduta al Gruppo SAE guidato da Alberto Leonardis, già attivo nel settore con diverse testate locali. Una scelta che punta a preservare il radicamento territoriale del quotidiano.

Un segnale che va oltre l’economia

Non è solo un’operazione industriale. La cessione di GEDI apre interrogativi più ampi sulla struttura dell’informazione in Italia: concentrazione, proprietà estera e pluralismo tornano al centro del dibattito.

E inevitabilmente si intrecciano con il clima politico di queste ore, segnato dal referendum sulla giustizia. Perché quando pezzi rilevanti del sistema mediatico cambiano assetto e controllo, il tema della trasparenza, dell’equilibrio dei poteri e della fiducia nelle istituzioni diventa ancora più centrale.

In altre parole, non è solo una vendita. È un passaggio che racconta un Paese in trasformazione, dove anche l’informazione – come altri settori strategici – entra in una nuova fase, tutta da interpretare.