Milano, 28 feb. (TMNews) – Non c’è pace in casa Generali. A cinque giorni dal cda che ha affidato al ceo, Giovanni Perissinotto, la gestione anche delle e che sembrava aver sancito una tregua, giungono in meno di 24 ore l’affondo di Diego Della Valle sul presidente, Cesare Geronzi, e le dichiarazioni di Leonardo Del Vecchio, che intendono far chiarezza sulle sue dimissioni dal board, che nulla hanno a che
vedere con eventuali dissapori con l’ex banchiere romano. Ma il patron di Luxottica, che rimane un forte azionista del Leone, lancia soprattutto un messaggio al management della compagnia: il potere è ormai nelle loro mani e non possono scaricare le colpe sugli altri. Le polemiche, questa volta, non hanno comunque penalizzato il titolo che ha chiuso la seduta in rialzo dello 0,6% a 16,39 euro, dopo aver toccato un massimo a 16,61.
Ieri sera, Della Valle, consigliere e azionista di Generali, ha voluto replicare con toni duri, in una nota, alle dichiarazioni di Geronzi, rilasciate sabato a margine del Forex, definendo le esternazioni “inopportune” e “senza nessun senso logico” e suggerendo al presidente del Leone “di prendere atto di aver fatto il proprio tempo e di non essere più adeguato al mercato finanziario del terzo millennio”. All’affondo di Della Valle, che di fatto mette fine alla tregua firmata la scorsa settimana, sono seguite oggi le dichiarazioni di Del Vecchio, che fanno chiarezza sulle reali motivazioni delle sue dimissioni, giunte inattese lunedì scorso. La sua decisione di uscire dal board non ha a che fare con Geronzi, che non ha ormai poteri in Generali, ha tenuto a ribadire il patron di Luxottica. “Non c’entra niente Geronzi – ha detto Del Vecchio – anche perchè Geronzi non è che conta molto ormai, Geronzi è senza potere, non ha nessun potere”.
“Semplicemente non mi ritenevo in grado di incidere sulle decisioni strategiche e aziendali e quindi non ritenendomi in grado di incidere la cosa più naturale che si possa fare, anche se non è di moda, è dare le dimissioni”, ha spiegato Del Vecchio che, per il momento, in attesa che le quotazioni del titolo salgano manterrà la propria quota in Generali, pari all’1,9% circa. E se Geronzi
non ha poteri in Generali, è perchè questi è tutto nelle mani del management, che ora non ha più alibi, ha ammonito Del Vecchio. Il management, ha detto riferendosi a Perissinotto e Sergio Balbinot, “ormai è diventato il capo azienda, sono loro l’azienda, non è che possono scaricare la colpa sugli altri, i manager hanno il potere e hanno la possibilità di fare quello che decidono di fare”.
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