Roma, 27 gen. (Apcom) – Dipendenza da farmaci, sifilide,
schizofrenia. Da sempre storici e studiosi hanno speculato sulle
condizioni di salute, disperate secondo alcuni, di Adolf Hilter.
Ora due ricercatori – lo storico Henrik Eberle e il medico
emerito della Charité di Berlino Hans Joachim Neumann – sono
ricorsi a un lavoro di fonti storiche e analisi di medicina
moderna, per descrivere con precisione quali fossero le malattie
del Fuehrer. Secondo il risultato, riportato nel loro libro “War
Hitler krank?” (Hitler era malato?), il dittatore soffriva di
molti dolori e ingeriva cocktail di farmaci.
I due autori hanno riportato con cura gli 82 farmaci, di cui c’è traccia, di cui il dittatore ha fatto uso nel corso del suo regime. Il medico personale, Theodor Morell, sembrava propenso a seguire le manie dei suoi pazienti, scrive lo Spiegel che riporta la notizia. Secondo la “famosa” segretaria del Fuehrer, Traudl Junge, Hitler aveva sviluppato una dipendenza anche dallo stesso Morell. Quest’ultimo somministrava regolarmente al leader nazista una soluzione contro la stanchezza fatta di glucosio e vitamine per via endovenosa o intramuscolare, perchè a Hitler non piaceva prendere pasticche o capsule. Non solo. Dal 1944 Morell gli iniettava del testosterone, l’ormone sessuale maschile, in particolare quando Eva Braun era nelle vicinanze. Per gli incontri con la sua dolce metà, il dittatore si faceva iniettare anche un estratto di fluido seminale e di liquido prostatico di giovani tori.
Ma più di tutto Hitler aveva paura di ammalarsi di cancro. Per due volte gli furono estratti dei polipi dalle corde vocali.
Aveva la pressione alta e dei crampi cronici allo stomaco-intestino. Era di fatto anche molto schizzinoso: se si prendeva un’infezione dal suo barbiere, poi si lamentava: “Aveva il raffreddore da cinque giorni e non mi ha detto nulla”.
A causa dei suo problemi digestivi, il Fuehrer era diventato
vegetariano e non per il rispetto degli animali, come insisteva
la propaganda nazista. Contro le flatulenze prendeva in grandi
dosi un farmaco, che conteneva piccole dose di stricnina, tanto
che i medici temevano un avvelenamento.
I due ricercatori hanno smentito la tesi dello storico Bernhard Horstmann, secondo il quale la personalità di Hitler nel 1918 cambiò letteralmente dopo una seduta di ipnosi. Non ci sono inoltre conferme che al dittatore mancassero i testicoli o che avesse un pene deformato, come ha sostenuto qualcuno in passato. Hitler soffriva di Parkinson e il suo decadimento fisico negli ultimi mesi, prima del suicidio nel bunker berlinese nell’aprile 1945, era evidente. Ma “un’ossessione, nel senso di follia condizionata dalla malattia, non ci fu mai”, hanno stimato Neumann e Eberle. Il desposta ha sempre saputo cosa stava facendo.
Cuc
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