VARESE È stato un attentato vigliacco. Ma Varese, soprattutto i giovani, stanno dimostrando in questi giorni che quando vengono colpiti gli amici, la comunità si stringe. Il giorno dopo l’attentato incendiario all’Angolo di Cielo, il bar di fronte al Comune del giovane Weiwei Chen, decine di ragazzi, poco sotto o poco sopra i 20 anni, stanno lavorando per aiutarlo a mettere a posto il bar. E ieri mattina, mentre passava di lì, si è fermato a dare la propria solidarietà anche il mister del Varese Giuseppe Sannino. Il quale ha anche posato per una foto tenendo in mano uno dei cartelli che i supporter di Weiwei hanno appeso fuori dal locale. In uno c’è scritto “Ps: non ci fermerete”, nell’altro un bell’inglese “Fun cool”, da leggersi come si preferisce. Anche ieri, mentre dall’altro lato di via Sacco si festeggiava il 159esimo anniversario di fondazione della Polizia di Stato, da questo lato, in silenzio, i giovani laboriosi si davano da fare. «Non ci possiamo certo tirare indietro – dice Marco Valcarenghi, uno dei ragazzi accorsi – Weiwei è un nostro amico e questo posto ci è familiare. Noi vogliamo che resti aperto e non ci faremo intimidire». Anche Giacomo ha dato una mano: «È il nostro punto di ritrovo. Per questo stiamo dando una mano e non ci tireremo indietro».Insomma, si interpreta bene lo spirito del “Non ci fermerete”. Intanto, non c’è però stato nessun passo in avanti nell’individuare gli autori dell’atto criminale. «Al momento non ho saputo niente – dice Weiwei – so che la polizia sta indagando e se ci saranno sviluppo mi faranno sapere. Non ho idea di chi possa avere voluto farmi una cosa del genere. Sicuramente c’è ancora
paura. Ma la solidarietà di tutti, soprattutto dei miei amici, è una cosa importante».Dopo un giorno di impegno, il bar sta cambiando lentamente aspetto. I mobili bruciati sono stati tolti, e il pavimento è stato liberato dai resti degli oggetti rovinati dal fuoco. Lavorano fin dalla mattina i ragazzi, anche perché, non essendoci la corrente, non possono protrarre l’attività più di tanto quando va via la luce. Riescono a tirare mediamente fino alle 22. E adesso, oltre all’aiuto fisico nel mettere a posto il locale, c’è chi pensa di organizzare anche un evento simbolico, tipo una festa, per farlo ripartire, visto che il danno è anche economico. Sono solo ipotesi, s’intende. Ma che potrebbero concretizzarsi nei prossimi giorni, quando i lavori di messa in sicurezza del locale saranno finiti. Ieri i ragazzi, con le scale, stavano ancora lavorando alla pulizia delle pareti. Quindi ci vorrà qualche giorno. Il grosso dell’aiuto è arrivato nel pomeriggio di venerdì, quando si era sparsa la voce di quello che era successo nella notte. Ma già dalle 8 di mattina di venerdì, c’erano le prime persone ad aiutare Weiwei e sua madre nel pulire il locale. Tra loro qualche amico e la fidanzata del giovane gestore dell’Angolo di Cielo, che gli è stata vicina da subito, nel momento dell’incendio. L’Angolo di Cielo è diventato in poco tempo, a partire dall’anno scorso, il punto di ritrovo di tantissimi ragazzini di Varese. Non soltanto italiani, visto che la clientela abituale vede molti ragazzi della Scuola Europea. Un punto di ritrovo, insomma, per una società europea che qui trova la sua prima unità. Uno scorcio di internazionalità a Varese. Chissà che anche questo non abbia dato fastidio. Marco Tavazzi
s.bartolini
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