VARESE Sono misteriosamente morti due dei tre lama che il proprietario, Isidoro Volpi, teneva nel piccolo ranch in via Monte Generoso. «Un male fulminante se li è portati via in 3 giorni – spiega Isidoro Volpi – uno sono riuscito a salvarlo, ma due sono morti. La causa della morte non si può stabilire con certezza. I lama erano liberi e capitava uscissero dai terreni di mia proprietà. Non vorrei che abbiano mangiato qualcosa di velenoso. La causa della morte è ignota, ma di sicuro qualcuno se ne sarà rallegrato visto che mi erano arrivate delle lamentele di persone a cui i lama davano fastidio». La scomparsa dei due lama è stata l’ennesima delusione per Isidoro Volpi che è molto affezionato ai suoi animali: «Ho anche un cavallo di 20 anni che si chiama Bruco. È un vecchietto, ma io continuo a volgergli bene anche se ormai non è più il bravo lavoratore che era prima. Gli animali sono esseri viventi, non si può mica sbarazzarsene quando non servono più, come fa chi abbandona i cani e i gatti». Questo è stato un anno difficile. Qualche mese fa all’interno della proprietà si era accidentalmente propagato un incendio. «Io però non mi perdo d’animo – continua Volpi – Sto tentando di fare una fattoria didattica. Un parco per i bambini e per le scuole
che qui avrebbero la possibilità di vedere i diversi animali: capre, pavoni, maiali, cavalli e lama. Ma i permessi vanno a rilento. E pensare che io voglio aprire una fattoria didattica non per scopo di lucro, ma solo per passione». E poi resta la delusione per la mancata realizzazione del gattile su un’area di 700 metri quadrati che una volta apparteneva ad Isidoro Volpi. Successivamente il terreno ha cambiato proprietà, su di esso è stato quindi costruito un immobile in muratura abusivo. Il comune ha quindi espropriato il terreno al proprietario, ma ancora oggi non è stata pulita l’area che è diventata un rifugio per i topi e un ricovero di fortuna per qualche disperato. «Insieme a Nonna Olga – animalista da sempre in prima linea per la salvaguardia dei gatti – in questo spazio mi sarebbe piaciuto realizzare un gattile con casette in legno appoggiate sul terreno. Vivendo qui vicino, me ne sarei occupato in prima persona. Prima pulendo il terreno a minime spese. Poi, con i permessi del comune promessi alla Nonna Olga, avremmo costruito le casette. Chi ha voglia di fare qualcosa viene ostacolato in tutti i modi. Ma io non demordo e continuo a rimanere disponibile. Se solo il comune mi dà il permesso, io con Nonna Olga inizio a pulire l’area già domani mattina per fare il gattile».Adriana Morlacchi
e.marletta
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