Roma, 15 mar. (TMNews) – Le vittime del terremoto di venerdì si contano almeno a migliaia ma a preoccupare il Giappone è sempre più il rischio nucleare, dopo le nuove esplosioni ed incendi nella centra di Fukushima: il governo nipponico rassicura la popolazione ma il livello di radiazioni nei pressi dell’impianto sta salendo e i primi segnali di radioattviità arrivano anche a Tokyo.
“Contrariamente a quanto accaduto finora, non vi è più dubbio che i livelli raggiunti possono danneggiare la salute: abbiamo
registrato un livello di 30 millisieverts tra i reattori due e
tre, 400 mSv al reattore tre e 100 mSv al reattore quattro”, ha
precisato il protavoce del governo, Yukio Edano.
Una dose di 100 mSv è sufficiente ad aumentare i rischi di
tumore, mentre un sievert viene considerato come contaminazione
vera e propria e necessita di ricovero in ospedale; l’esposizione alle radiazioni considerata normale è di circa un mSv all’anno.
Un livello di radiazioni superiore al normale è stato rilevato anche nella prefettura giapponese di Ibaraki, situata tra quelle di Fukushima, dove so trova la centrale nucleare danneggiata dal sisma di venerdì scorso, e Tokyo: le autroità della capitale hanno reso noto che questa mattia il livello aveva superato als soglia normale pur senza costituire alcun rischio per al salute.
La situazione più grave resta quella della centrale stessa: l’Authority per la sicurezza nucleare francese (Asn) ha confermato la “fusione parziale” dei nuclei dei
reattori uno, due e tre. Il livello delle radiazioni sul sito è “considerevolmente aumentato” e la popolazione entro un raggio di 30 chilometri dall’impianto deve rimanere nelle proprie abitazioni, come ha annunciato ii premier nipponico, Naoto Kan.
I circa 200mila residenti nel raggio di 20 chilometri
dall’impianto sono stati sgomberati; nel reattore quattro della
centrale – spento per dei lavori di manutenzione e che fin qui
non aveva registrato problemi – è scoppiato un incendio,
successivamente spento dai tecnici inviati dalle forze armate
statunitensi. Come nel caso dei reattori uno e tre, l’incendio è stato causato dall’idrogeno – lievemente radiattivo – liberato dal calore provocato dal combustibile nucleare.
A preoccupare maggiormente è però il reattore due, dove le operazioni di raffreddamento del nucleo con acqua di mare sono ostacolate dal malfunzionamento di una valvola; successivamente,
si è verificata un’esplosione che ha danneggiato il serbatoio di confinamento che risulta tuttavia ancora integro dato che i livelli di radiazione non hanno subito dei bruschi innalzamenti.
La Tepco, ente proprietario dell’impianto, ha tuttavia ordinato
lo sgombero del personale del reattore due, ad eccezione dei
tecnici impegnati nelle operazioni di raffreddamento del nucleo.
Sull’onda del timore nucleare la Borsa di Tokyo ha chiuso in fortissimo ribasso: l’indice Nikkei ha perso 1.015,34 punti
(-10,55%), attestandosi a quota 8.605,15.
Mgi
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