Sendai, 31 mar. (TMNews) – La centrale nucleare di Fukushima,
gravemente danneggiata dal terremoto dell’11 marzo scorso e dal
successivo tsunami, deve essere smantellata. La posizione del
governo di Tokyo – che intende rivedere anche il piano di costruzione di nuove centrali – è stata confermata oggi dal primo ministro Naoto Kan alla leadership del Partito comunista giapponese, mentre dal presidente francese Nicolas Sarkozy arriva la proposta di un “norma di sicurezza internazionale”.
Intanto sale a quasi 28mila il nuemro delle vittime – tra morti
e dispersi – del sisma: l’ultimo bilancio fornito dalla polizia nipponica alle 14 ora italiana parla infatti di 11.532 morti e 16.441 persone che mancano ancora all’appello; gli sfollati sono oltre 177mila.
Per quel che riguarda Fukushima l’esecutivo nipponico esclude, almeno per il momento, un allargamento dalla zona di sgombero attorno alla centrale, malgrado le raccomandazioni dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica. “Non credo che sia necessario prendere un simile provvedimento”, ha commentato il portavoce del governo, Yukio Edano.
Il governo giapponese intende però rivedere il piano energetico nazionale per quanto riguarda la questione della costruzione di nuove centrali nucleari: “La politica nucleare ed energetica, prendendo spunto da quest’incidente, deve essere nuovamente analizzata”, ha spiegato Kan, secondo quanto riporta il sito internet del quotidiano Asahi shinbun. A giugno dello scorso anno il governo giapponese aveva deciso un nuovo piano energetico nazionale, che prevedeva di aggiungere agli attuali 54 impianti altri 14 entro il 2030. Di questi, due sono già in costruzione.
Sarkozy, in visita a Tokyo, ha proposto per il prossimo maggio
una riunione delle autorità nucleari dei Paesi del G20, da
tenersi a Parigi: “Chiediamo alle autorità indipendenti dei
Paesi del G20 di riunirsi, possibilmente a Parigi, per definire
una norma di sicurezza nucleare internazionale”.
La società Tepco che gestisce la centrale ritiene inevitabile
smantellare i primi quattro reattori, i più colpiti
dall’incidente seguito al terremoto, una volta completati i
difficili lavori di raffreddamento. Finora il presidente onorario del gruppo, Tsunehisa Katsumata, aveva lasciato intendere che i reattori 5 e 6, sopravvissuti alla catastrofe, potrebbero essere risparmiati.
Questa mattina, intanto, la Tepco ha comunicato che un tasso di
iodio radioattivo 4.385 volte superiore al limite legale è stato
registrato in mare, 300 metri a sud dalla centrale. Secondo
quanto spiegato dalla Tepco e dall’Agenzia per la sicurezza
nucleare del Giappone, questo tasso di iodio radioattivo si
‘diluisce’ in mare e non comporterebbe rischi importanti per
animali e alghe marine. Secondo altri specialisti, però,
potrebbero esserci effetti superiori a quelli ufficialmente
annunciati.
E mentre la Cina ha fatto sapere che livelli “estremamente bassi” di radioattività sono stati rilevati in quasi tutto il suo territorio nazionale, il portavoce del governo di Tokyo ha
ammesso che “il fatto che il livello di radiazioni al suolo in
Giappone sia elevato conduce inevitabilmente a sollevare
l’ipotesi di un accumulo di radiazioni a lungo termine
potenzialmente pericoloso per la salute pubblica”. Anche per
questa ragione, il governo giapponese ha assicurato che
continuerà “a monitorare il livello di radiazioni con grande
attenzione in modo da poter prendere, eventualmente, tutte le
misure necessarie”.
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