VARESE «Secondo me qui non c’è. E se dovesse esserci gli è successo di sicuro qualcosa». A parlare è la sorella di Giovanni Giacomini, il giovane di Capolago inghiottito nel nulla nella notte tra venerdì 29 e sabato 30 aprile. Una sparizione che diventa giorno dopo giorno sempre più preoccupante. I genitori, Maria e Ovidio, sono vicini alla figlia Nadia per cercare di darsi conforto. Ma è proprio dal racconto della sorella che si inizia a percepire un timore sempre più grande per la sorte di Giovanni. «All’inizio pensavo si fosse allontanato di sua spontanea volontà – ha spiegato la sorella minore – Ma non è da lui sparire senza dire nulla per così tanti giorni. Si sono perse le sue tracce così, una notte di aprile, lungo la via Per Bodio. C’è troppo silenzio». Un silenzio che spinge Nadia a pensare che il suo fratello non stia affatto vagando da qualche parte in zona. «Giovanni fuma più di un pacchetto di sigarette al giorno – ha detto Nadia – Se si aggirasse da queste parti qualcuno lo avrebbe notato in un bar tabacchi magari, o avrebbe chiesto qualche sigaretta in giro. Invece – aggiunge sconsolata – non ci sono mai arrivati
riscontri in questo senso». Anche per questo la sorella più piccola di Giovanni è apparsa per la prima volta angosciata: «Se qualcuno lo avesse caricato in auto mentre tornava a casa? – ha detto tra lo sconforto – Tutto nell’ultimo periodo mi porta a pensare male». C’è da capirla. Ormai sono passati 12 giorni da quella notte in cui il 31enne di Capolago è sparito nel nulla. Una scomparsa che diventa sempre più un mistero puntellato solo da qualche avvistamento. E’ di qualche giorno fa l’ipotesi anche di una pista svizzera, «una testimonianza che stiamo ancora valutando – ha spiegato Walter Piazza, presidente di Europa Investigazioni – Una donna mi ha contattato dicendomi di avere visto un ragazzo molto somigliante a Giovanni nella zona di Agno, ma ancora non ci sono certezze. Stiamo cercando dei privati che mettano a disposizione dei cani addestrati a ricercare persone». Anche le forze dell’ordine stanno lavorando alacremente in questi giorni raccogliendo dati e portando avanti le indagini. Ieri mattina i genitori del giovane sono stati convocati in questura per compilare insieme agli agenti la scheda della scientifica. Intanto nessuna conferma e nessuna certezza a dare senso a una storia ancora troppo avvolta dal mistero.Benedetta Magistrali
s.bartolini
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