VARESE Giovanni Giacomini manca da casa da ormai 33 lunghi giorni. Mentre le forze dell’ordine portano avanti le indagini nel più assoluto riserbo, i genitori del giovane di Capolago scomparso nel nulla non si danno pace. «È un periodo davvero lungo – dicono sconfortati i genitori, Maria e Ovidio – Cresce sempre più il timore che possa essere accaduto qualcosa di davvero grave». E, in particolar modo, nessuno riesce a togliere dalla mente di Maria un’ipotesi che non farebbe promettere nulla di buono. «Dato che le tracce di mio figlio si perdono a tarda notte lungo via Per Bodio a Capolago, deve essere successo qualcosa proprio lì», spiega la madre di Giovanni. Un’ipotesi che fa perno sulla testimonianza di Daniele, il signore che vende i panini alla rotonda dei ciclisti. Secondo quanto riportato, Giovanni avrebbe detto di aspettare un collega prima di incamminarsi da solo lungo via Per Bodio, a
pochi passi da casa. «Più passano i giorni e più sono convinta che mio figlio sia salito in auto con qualcuno», ha detto la signora Maria. Nel frattempo è stata chiarita la questione legata alla chiesetta in cui il 31enne si sarebbe recato poco tempo prima di sparire nel nulla. «Abbiamo approfondito la questione con Luisa, la ragazza che Giovanni ha frequentato negli ultimi mesi – continua Maria – Non è emerso nulla di strano perché si tratta semplicemente di una chiesa di Vergiate». La costruzione in questione sarebbe la piccola chiesa di Sant’Eusebio a Sesona dove in molti si recano ogni giorno a far benedire acqua e fotografie di parenti. «Non ci trovo nulla di strano. Probabilmente Giovanni la conosceva da tempo – continua Maria – Piuttosto, voglio invitare chiunque sapesse qualcosa riguardo alla scomparsa di mio figlio a farsi avanti, allertando le forze dell’ordine o telefonando al numero 340/06.38.832».
f.iagrossi
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