Giovanni, ricerche in Ticino “Lì aveva un conto in banca”

Giovanni, ricerche in Ticino “Lì aveva un conto in banca”

VARESE I ventisette giorni passati a ricostruire gli ultimi spostamenti di Giovanni Giacomini, il ragazzo di Capolago scomparso nel nulla lo scorso 29 aprile, non hanno prodotto ancora nessun risultato evidente. Negli ultimi giorni si è scavato nella vita del 31enne per cercare di reperire qualche elemento utile alle indagini. Dagli accertamenti condotti da Europa Investigazioni, è emerso che Giovanni avesse, almeno fino a qualche mese fa, un conto corrente in Svizzera.

«L’ho saputo da Luisa, la ragazza che Giovanni stava frequentando nell’ultimo periodo – ha spiegato Nadia, la sorella minore – Da quanto mi ha riferito, a gennaio sono andati insieme in una banca svizzera. Lì lui avrebbe ritirato dei soldi al Bancomat e chiuso il conto. Quei soldi – aggiunge Nadia – mio fratello li avrebbe utilizzati per comprare un anello di fidanzamento». Un fatto che, seppur non determinante per la sua scomparsa, costituisce come un tassello in un puzzle ancora tutto da comporre. «E’ un elemento che noi teniamo comunque in considerazione – ha dichiarato Walter Piazza, dell’Europa Investigazioni – Già tempo fa ci era giunta una testimonianza da parte di una signora che affermava di avere visto Giovanni vicino ad Agno, qualche giorno dopo l’ultimo avvistamento. Da quanto abbiamo saputo – continua Piazza – Giovanni avrebbe anche provato a chiedere un prestito ad un’agenzia nelle vicinanze».

Niente viene lasciato al caso. La vita e le abitudini del giovane di Capolago vengono passate al setaccio. E un altro aspetto insolito è stato comunicato sempre dalla ragazza di Giovanni, Luisa. «La giovane ci ha riferito anche di una sorta di chiesetta nell’alto varesotto dove si sarebbe recata insieme a lui, accompagnati da un conoscente – ha continuato Piazza – Francamente dobbiamo verificare di che si tratti, per escludere l’ipotesi di qualche setta». Nei giorni immediatamente successivi alla scomparsa, si era presa in considerazione un’ipotesi

a cui anche i genitori avevano creduto. Si pensava che Giovanni si fosse allontanato a causa di una delusione, per così dire, lavorativa. Un’accusa di presunto furto che gli avrebbe creato dei grattacapi visto che il giovane si guadagnava da vivere facendo servizio anti taccheggio: «Una faccenda su cui siamo ottimisti – ha precisato Walter Piazza – Certo toccherà al magistrato l’ultima parola in merito». Nel frattempo le indagini condotte dalla polizia proseguono costantemente nel più assoluto riserbo. Mentre i genitori, Maria e Ovidio, continuano a sperare.

Benedetta Magistrali

e.marletta

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