Giro di campo alla Sannino? No, alla Sottili

Qualcuno gliel’aveva scritto prima, e in quel messaggio c’era tutta una città che aveva fame di fuoco, di sangue, di corsa. Voleva solo un uomo da seguire, semplice, vero, umile. Gliel’avevano scritto alle quattro del pomeriggio: «Stefano, stasera la vinci prima del fischio d’inizio. Guarda negli occhi tutti i tifosi prima del via, e loro giocheranno per te». Risposta: «Farò di più. Non li guarderò solo io ma li farò guardare da tutta la squadra. Si respira aria ed energia positiva che vogliamo trasformare in applausi e tre punti». L’aria e l’energia che l’allenatore aveva spostato da una settimana, ha gonfiato le vele del Varese. E’ tutto scritto.

Quando nel calcio fai la fase difensiva e concedi solo un tiro da 30 metri alla seconda in classifica, vinci. A una squadra, tra l’altro, che non butta via un pallone con il centrocampo più forte del campionato . E’ bastata la voglia di vincere. E’ bastato l’impatto di una squadra cortissima. Aggrediti alla gola, e stritolati: come il Varese di Sannino. E, come il Varese di Sannino, non l’abbiamo chiusa, soffrendo come cani.

Lo stadio era completamente nelle mani di Sottili: perché è uno sanguigno. Come noi. Ha lo spirito di chi vuole stare. Insegna l’anima, non calcio. Il giro di campo finale? Come quello che Sannino faceva all’inizio. Ha dato tutto se stesso, pelata compresa, alla gente che allungava le mani sul campo.

Voleva toccarli tutti, uno per uno, quasi per dire: vi do tutto quello che ho. E l’inchino alla curva, un deja vu, è stata la seconda scena più bella del campionato del Varese. Perché chi s’inchina a questi spalti non lo fa per piaggeria o servilismo, ma perché è un uomo vero.

Tutti in piedi: Odu esce e andrà al Mondiale, Neto esce morendo nei nostri cuori. A loro mancava Tavano ma a noi manca ancora Pavoletti. Singoli: le scoperte o le conferme del momento sono Blasi, Fiamozzi, Grillo. Odu fa la differenza (anche l’assist a Neto per il miracolo del portiere). E Neto ha dato una lezione mai vista: a 35 anni puoi ancora dimostrare che c’è ancora luce, che l’attaccamento porta più lontano delle gambe. Che un giocatore così non lo avevamo mai visto e non lo vedremo mai più.

Approccio, spirito, agonismo, intensità. Il Varese fa saltare il Franco Ossola. L’entrata in campo è da palla di cannone: concessa un’occasione all’Empoli, ma chi non ne concede a questa squadra. E noi murati solo dal portiere. Lo stadio è affascinato. Non è una bestemmia dire che i biancorossi sono messi bene in campo: Sottili bravo a ridare la mentalità del Varese. Viene la seconda in classifica in casa tua, ma cosa te ne frega se ha trecento punti in più? Io perdo ma me la gioco: tutti pensino che ci ammazzino, e allora proviamo ad ammazzarli noi con due punte e due mezzepunte. Lo stadio? Dopo cinque minuti contro il Padova, Barberis era già stato giustiziato da fischi e insulti, adesso sono solo ole e applausi. Si rivede un’identità, un’idem sentire, un idioma comune. Riecco il Varese.Nb: il nostro migliore, per come è entrato, è Barberis. Nb-1: Sottili dovrà resettare tutto, accendendo però un nuovo fuoco senza farsi bruciare da quello che, ora, brucia ovunque ci sia un drappo biancorosso.

Andrea confalonieri

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