VARESE Ebagua ha scavato un solco. Per quella coerenza a volte un po’ assassina, ma così unica e rara da mancarci già, che l’ha portato a difendere le sue ragioni di principio fino all’estremo, salvo poi apprezzare chi la pensava diversamente da lui piuttosto degli amici di comodo. Da Sogliano a Sannino, dalla curva al nostro giornale – in forme e misure diverse – è stato per tutti un orgoglio lottare con Giulio e poi fare di queste diversità un’unica forza indistruttibile. La sua libertà di pensiero, in un mondo del calcio asservito o ipocrita, ci mancherà quanto la capacità di prendere forza dall’urlo più bestiale mai ascoltato a Masnago: «Giu-lio, Giu-lio». E sembrava che cadesse il cielo, come una scossa che precede il terremoto. Per varietà di soluzioni sotto porta, è stato il giocatore più forte dell’era Sogliano. Di rovesciata, di fucilata (sinistro o testa usati come cannoni), di rapina. Con la qualità dei grandissimi: mai una rete che arrotonda il risultato, colpisce solo per lasciare il segno. Quando agli altri la palla pesa tonnellate, per lui
diventa una piuma. Indimenticabili la rovesciata finita nel sacco a Udine contro il Portogruaro e quella tentata in notturna col Pescara a Masnago, forse i gesti più nobili – insieme ai tocchi di Neto, col quale aveva un feeling naturale – della cavalcata biancorossa. Ricorderemo sempre una frase di Ricky Sogliano dopo la squalifica di un anno fa nella semifinale playoff contro il Benevento che gli valse le critiche (anche nostre): «E’ l’unico da serie A perché fa gol anche sotto le bombe». O l’abbraccio liberatorio, a lungo covato e per orgoglio mai esibito, a Sannino e alla curva dopo il 2-2 di Cittadella segnato al 94′. Giulio fu l’unico, un anno e mezzo fa con il Varese lanciato verso la B, a dire: «E’ scandaloso che non ci siano cinquemila persone a vedere questa squadra». Ne sono arrivate diecimila e ha avuto ragione lui, con gli interessi. A chi dice che è lui a essersene voluto andare, siamo certi di poter rispondere: a suo modo, ama più Giulio il Varese di tanti che arrivano o rimangono.Andrea Confalonieri
e.romano
© riproduzione riservata













