Giunta a Palazzo. E polemiche fuori

Botta e risposta - Governatore e assessori in città. Il presidente della Provincia diserta e il Pd minaccia la diffida

Il governatore porta la giunta a Varese, e si scatena la polemica: «Renzi viola impunemente la par condicio in tivù e io non dovrei comunicare le cose che faccio come presidente di Regione?». Il presidente della Provincia diserta: «Ma noi abbiamo parlato di accordi di programma per 42 milioni in provincia di Varese e la sua presenza sarebbe servita» afferma Maroni.La polemica era annunciata, ed è esplosa fragorosamente attorno alla riunione della giunta regionale a Palazzo Estense. In mattinata era arrivato l’annuncio dell’assenza del numero uno di Villa Recalcati Gunnar Vincenzi, sostenendo che «bisognerebbe evitare l’organizzazione di eventi che rischiano di trasformarsi in vetrine poco utili per il nostro territorio». Mentre la giunta si era appena insediata, alla presenza del sindaco di Varese , le agenzie di stampa già scrivevano della diffida che il segretario regionale del Pd aveva inviato a Maroni dal convocare una conferenza stampa «nella doppia di veste di presidente di Regione e candidato al comune di Varese». Un documento fatto pervenire all’Autorità Garante delle Comunicazioni e al Corecom della Lombardia, oltre che al governatore e al sindaco Fontana, per ricordare che «secondo l’articolo 9 della legge 28/200 è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione». La prevista conferenza stampa però non si tiene: chiusa la seduta, Maroni viene circondato dai giornalisti e si limita a descrivere i provvedimenti presi e a rispondere alle domande. La risposta ad Alfieri è secca: «Non posso più fare giunte o comunicazioni di quello che faccio in giunta? – si chiede il governatore – Renzi è tutti i giorni in televisione, l’abbiamo visto in tivù da Fazio a

parlare di cose non inerenti l’azione di governo: lui può violare impunemente la par condicio? Io faccio il presidente di Regione, faccio le cose e le comunico. Questo è consentito dalla legge della par condicio. E continuerò a farlo, perché è un servizio utile per i cittadini. Il resto sono polemiche che lascio a chi fa “bla-bla-bla”, io sono per il fare». Maroni è duro anche nei confronti di Vincenzi: «Mi spiace che non sia venuto, perché ci sono tanti accordi di programma per 42 milioni di fondi regionali in provincia di Varese – afferma – era l’occasione di fare il punto e capire, in vista dell’assestamento di bilancio di giugno, quali sono da chiudere e quali da mantenere. L’assenza del presidente, visto che la Provincia si disinteressa, ci ha impedito di fare queste verifiche per gli accordi che non riguardano Varese città».Maroni parla di «atteggiamento puerile, perché abbiamo discusso di cose concrete. L’interlocuzione con la Provincia è venuta meno, è un fatto incredibile che non riesco a comprendere, ma prendo atto che qualcuno ha obbedito agli ordini di partito invece che prestarsi al confronto istituzionale a favore dei cittadini. Rimedierò, non devono rimetterci i cittadini». Anche il sindaco Fontana attacca: «Mi sembra che qualcuno nel Pd faccia confusione tra istituzioni e campagna elettorale». In serata arriva la controreplica di Gunnar Vincenzi: «Non sono iscritto e non obbedisco a ordini di partito. Sono il Presidente della Provincia e rispondo ai Sindaci e agli Amministratori locali, sono il Presidente di tutti e non di una parte. Non ci siamo mai sottratti al confronto, ma prima vengono le istituzioni e solo dopo la propaganda elettorale».