Roma, 5 feb. (Apcom) – Il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, definisce “un grave errore” modificare i poteri e le prerogative dei pubblici ministeri e, incontrando gli studenti di giurisprudenza all’università Tor Vergata, ribadisce le proprie perplessità sull’ipotesi di separare le carriere tra magistratura giudicante e magistratura requirente.
Sottolineando le proprie perplessità sulla revisione del rapporto tra pm e polizia giudiziaria, Mancino spiega: “Se limitiamo i poteri del pm, non so se facciamo il bene del rapporto tra giustizia e popolo e tra giustizia e Parlamento”. Inoltre, ben venga “precisare i ruoli e le distinzioni tra chi svolge una funzione requirente e chi una funzione giudicante ma io non condivido la dissociazione del pm dal ruolo della magistratura. Questo – conclude Mancino – comporta più svantaggi che vantaggi”.
Gic/Ral
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