Gli "alberghi" ci sonoma per gli abusivi

BUSTO ARSIZIO «Speriamo che lo recuperino al più presto. E’ pericolante e pericoloso. Incursioni di clandestini e senzatetto? Certo che ce ne sono, ma lo stesso vale per la palazzina qui di fronte. Ho segnalato la presenza di alcune persone che, scavalcata la cinta, entravano nell’edificio: è stato posizionato del filo spinato dalla proprietà. Pochi

giorni dopo la recinzione di sicurezza è stata tagliata e le incursioni sono riprese». Massimo Pozzan è da 12 anni titolare dell’Antico Bar degli Angeli in piazza Vittorio Emanuele. L’edifico vicino al locale, fatiscente, abbandonato e oggetto di recupero approvato in sede consigliare pochi giorni fa, è stato teatro l’altro ieri di un piccolo incendio.

Un rogo acceso da occupanti abusivi ha attirato l’attenzione di una pattuglia della polizia locale che ha allertato i vigili del fuoco. I pompieri hanno trovato copiose tracce di occupazione: giacigli improvvisati accanto ad escrementi, scatole di cibo e valigie. «E’ folle – dice Pozzan – La struttura è pericolante. I pavimenti si imbarcano, lo scale crollano: chiunque dorma lì dentro rischia la vita. Ed è un peccato. Non è possibile andare avanti così». Ma da dove passano gli occupanti? «Non da piazza Vittorio Emanuele – spiega Pozzan e in effetti la rete arancione è integra – Ma gli accessi da piazza San Giovanni, via Solferino e via Tettamanzi sono molteplici. Ribadisco, al di là della preoccupazione per un via vai non gradito, c’è il pericolo per gli occupanti: il casermone potrebbe crollare all’interno portando con sé chi eventualmente ci dorme. Potrebbe essere una tragedia».

Non finisce qui: «Ribadisco – spiega Pozzan – La casa di fronte, dall’altra parte della piazza, è ugualmente frequentata». E quella adiacente sarà recuperata: «Speriamo presto, anche se tutti qui sono contro l’autosilo, un posteggio che non serve a nulla – dice il commerciante – Riqualificare quest’edificio, però, significa dare un nuovo volto alla piazza: appartamenti

e negozi invece di un rudere». Stessa idea per Marina Paronitti, residente in zona: «Certo che qui vivono gli abusivi. Basta guardare giorno e notte la gente che passa: dovrebbero dargli una mano. E invece sono abbandonati a loro stessi. Il degrado toglie valore anche alle nostre case: case comprate a furia di lavoro e mutui».

A Busto sono tanti, tantissimi, i luoghi abbandonati occupati dagli abusivi: l’ex Borri, ad esempio, più volte oggetto di proposte mai realizzate (per piazza Vittorio Emanuele almeno un piano di recupero c’è), i ruderi di via San Michele, l’ex Milani, sigillato in più occasioni, e le case fatiscenti di via Magenta. «L’urbanistica è la soluzione – spiega Giuseppe Gorini, segretario della Lega – Recuperare questi luoghi abbandonati è il primo passo da compiere. Noi abbiamo più volte proposto questo: si pensi all’ex Borri, sarebbe dovuto divenire sede della polizia. E invece non se ne è fatto nulla, ministri e ministeri negli anni si sono lavati le mani di quello che accadeva. E allora non resta che combattere nelle urne: chi vota a Busto sappia che noi siamo per risanare i luoghi degradati e rimandare i clandestini a casa loro. Non possiamo fare nulla senza l’aiuto dei bustocchi».
Simona Carnaghi

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