Gli avvocati di Varese fanno sul serio Un settimana di paralisi in tribunale

Gli avvocati  di Varese fanno sul serio
Un settimana di paralisi in tribunale

Sciopero avvocati: astensione quasi totale. L’80% circa dei legali varesini ieri ha aderito all’astensione nazionale proclamata contro la riforma giudiziaria varata dal ministro Severino, in aperta polemica con il ministro della giustizia in carica , con posizione contraria all’obbligatorietà della mediazione quale metodo concliativo individuato per sveltire i tempi giudiziari italiani.

Ferma la posizione del presidente dell’Ordine degli avvocati di Varese di fatto già palesata in sede di assemblea: «Dobbiamo agire per mantenere la nostra autonomia e la nostra indipendenza – ha spiegato Martelli – Noi siamo l’ultimo baluardo della democrazia in un’aula di giustizia».

Ieri mattina sono state una cinquantina le udienze complessivamente rinviate a causa dell’astensione dei legali (l’obbligo di presenziare in udienza esiste per i legali soltanto qualora vi siano detenuti a processo: in quel caso l’avvocato si può astenere soltanto se l’assistito fornisce il proprio consenso). Un’adesione andata oltre le previsioni della vigilia quando Martelli diede una prima stima parlando di 70% di avvocati aderenti sulla base delle dichiarazioni d’intenti sino a quel momento raccolte dall’Ordine.

Questo sciopero ha consentito all’ordine varesino di affrontare senza mezze misure i temi caldi della giustizia locale: «Sono tantissimi i problemi – ha detto Martelli – Penso alla giustizia civile: i tempi sono troppo dilatati. Così non può funzionare: prendiamo il settore esecuzioni. Fondamentale per il recupero crediti delle aziende che reggono l’economia locale: più il sistema è lento più queste aziende sono penalizzate in un momento in cui l’economia è in crisi».

Sono 11 mila i fascicoli civili che gravitano intorno al tribunale di Varese con tempi di risoluzione che in media oscillano tra i tre e i cinque anni. «Non va meglio nel settore penale – ha detto , presidente della camera penale di Varese che pure ha dato un input preciso agli iscritti, ovvero non aderire allo sciopero – Il turnover dei giudici è impressionante, abbiamo collegi che cambiano in continuazione. L’ufficio gip completamente mutato».

E chi ci rimette sono gli utenti della giustizia ovvero i cittadini. Ordine e camera penale hanno ben presente cosa causi questa situazione: «Il tribunale di Varese – spiega Martelli – ha lo stesso organico di 30 anni fa soltanto con un 30% in meno del personale. Un sotto organico che vale sia sul fronte dei magistrati che su quello del personale amministrativo».

Problema confermato dallo stesso presidente vicario : «Le problematiche sono evidenti e note – ha spiegato – La turnazione dei giudici è, ad esempio, una soluzione tampone obbligata».

Ovvero coprire un numero in aumento di casi con un numero in diminuzione di magistrati. «E questa riforma non servirà a sanare queste problematiche – ha detto Martelli – Ridisegnare la geografia giudiziaria è necessario, ma non con tagli indiscriminati di tribunali e uffici del giudice di pace. Ogni situazione andrebbe valutata e affrontata in modo particolareggiato. Ci auguriamo quanto che il personale “recuperato” dai tagli possa almeno in parte arrivare a Varese dove la situazione è di estrema difficoltà».

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