Roma, 30 set. (Apcom) – Potrebbe esserci Israele dietro Stuxnet, il baco più temuto dagli esperti informatici di tutto il mondo. All’interno del malware, scrive oggi il New York Times, ci sarebbe infatti un fugace riferimento al Libro di Ester, il capitolo dell’Antico Testamento in cui gli ebrei sventano un complotto persiano teso a distruggerli. La notizia esce quando ormai la maggior parte degli analisti è concorde nel ritenere Stuxnet frutto degli sforzi di un governo per colpire gli impianti nucleari iraniani.
Dalle ultime analisi degli esperti che cercano di rintracciare l’origine e l’obiettivo del worm, emerge l’uso della parola ‘Mirto’ – che può essere letta come un’allusione a Ester (il cui nome originario è Hadassa, che in ebraico significa appunto mirto, ndr) – per indicare uno dei file all’interno del codice sorgente.
Gli israeliani, d’altronde, si rifiutano di confermare o smentire qualsiasi collegamento fra Stuxnet e l’unità di cyberwar dei loro servizi segreti. E nello stesso modo si comporta l’amministrazione Obama, che ha recentemente sviluppato un programma segreto di ‘cyber difesa’, anche per far fronte a una possibile escalation nucleare iraniana. Analisti intervistati in diversi paesi ritengono che il mistero Stuxnet potrebbe restare senza una soluzione.
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