VARESE Ottanta consiglieri da 119mila euro all’anno, 16 assessori da 132mila euro, 45 direttori (con compensi che oscillano da 97mila a 223mila euro), 191 dirigenti (il più povero guadagna 65mila euro, il più ricco 118mila), 11 amministratori di società (il “range” è tra 21mila e 268mila euro) e poi i 4 superconsulenti del presidente, con appannaggi da 120mila euro a semestre. Sono solo alcuni dei numeri del Pirellone, cioè il carrozzone regionale che paghiamo anche noi con le tasse che versiamo ogni anno allo Stato e la trattenuta mensile dell’addizionale regionale in busta paga. Li ha resi noti ieri “Il Giornale”, che ha avviato un’inchiesta su “Tutti gli stipendi di chi ci comanda”, partendo proprio dal ministro Brunetta e dai dirigenti della Funzione pubblica. Ma i numeri più interessanti, per i comaschi, sono quelli che riguardano il Pirellone. Tra i consiglieri, infatti, figurano anche sette varesini: Luciana Ruffinelli (Lega), Giangiacomo Longoni (Lega), Renzo Bossi (Lega), Alessandro Alfieri (Pd), Stefano Tosi (Pd), Raffaele Cattaneo (Pdl) e Giorgio Puricelli (Pdl). Per loro lo stipendio mensile è di 9.965 euro, cui vanno aggiunti i rimborsi. Certo, la cifra è inferiore rispetto a quella del presidente Roberto Formigoni (12.065 euro al mese),
degli assessori (11.064) e dei presidenti di Commissione, tra cui la bustocca Ruffinelli (10.632), ma si tratta comunque di uno stipendio di tutto rispetto. A far sobbalzare sulla sedia, oltre al numero di direttori, dirigenti e amministratori, sono però i lauti compensi garantiti dal Pirellone ai suoi dipendenti e consulenti. In cima alla hit parade, ben lontano dal governatore Formigoni (per lui “solo” 144mila euro annui) figura Giovanni Catanzaro di Lombardia Informatica (269mila euro), che supera il poker di superconsulenti del presidente (Marco Pagnoncelli, Fabio Soldini, Monica Guarischi e Robero Baitieri hanno un appannaggio di 240mila) e il direttore Nicolamaria Sanese (223mila). Molto più distanziati i dirigenti, che comunque non patiscono certo la fame: la più “ricca” è Barbara Piotti (118mila euro), mentre i più “poveri” si fermano a 65mila euro. Tra i 45 direttori c’è Maurizio Sala (118mila euro), ma sono molti i volti noti, a partire dal direttore della Sanità, il varesino Carlo Lucchina (186mila), per arrivare all’amministratore di Infrastrutture Lombarde, Giovanni Bozzetti (94mila). Spiccioli, se pensiamo che i quattro consulenti che si occupano di moda, pari opportunità, enti locali e aree montane costeranno al Pirellone (e quindi ai contribuenti) quasi un milione di euro all’anno.
e.marletta
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