Gli studenti dell’Artistico rendono immortali i biancorossi

Mostra inusuale e interessante quella inaugurata ieri presso la Sala Luna del cinema Miv, a Varese.

Capita per esempio di trovare un emozionato Loris Damonte

Abbinamento raro ma non inedito quello fra arte e pallone. Qualche anno fa, un artista algerino, tale Adel Abdessemed, aveva osato riprodurre con una statua di bronzo alta niente meno che cinque metri la celeberrima testata rifilata da Zinedine Zidane a Marco Materazzi durante la finale Italia-Francia dei Mondiali 2006. E qualcuno (Zizou, ovviamente) non aveva gradito. Stavolta sono tutti stracontenti, a cominciare dal presidente Nicola Lauenza. «Osservando le opere esposte, vedo emergere gli uomini. Si va oltre la figura e il ruolo del calciatore». Un aspetto che potrebbero cogliere e apprezzare quei visitatori più avvezzi a interessi artistici che non sportivi. «Sarebbe bello se attraverso occasioni come questa si potesse avvicinare a noi anche un pubblico più ampio», concorda Laurenza.

Filmati, fotografie, dipinti. I ragazzi dell’artistico si sono sbizzarriti. «Le tecniche utilizzate sono le più disparate, dallo schizzo, all’acquerello, passando per le opere in 3D e il grattato – spiegano due delle studentesse che firmano le opere in mostra, Aurora Lamberti e Cassandra Roncari -. E per quanto riguarda la parte fotografica abbiamo lavorato molto anche in post-produzione, sovrapponendo o accostando immagini diverse, o semplicemente capovolgendole a specchio».

Il risultato piace ai protagonisti. «Fantasia e qualità», approva capitan Neto. «I ragazzi hanno fatto un grande lavoro e l’effetto è curioso e molto bello». «L’arte c’è e si vede» aggiunge Walter Bressan, attento e concentrato come se di fronte, schierati, ci fossero avversari e non quadri e grandi foto. «L’abbinamento non era facile e il risultato invece è notevole».

Il bomber, Leonardo Pavoletti, è fra i soggetti più ricorrenti. «Ma le migliori sono le foto di Bastianoni», scherza. «E a me piacciono parecchio le sue», replica goliardicamente il secondo portiere, abile a respingere l’affondo anche senza guantoni. E a rilanciare: «Spero che tutto questo contribuisca a portare più pubblico allo stadio, che è la cosa che ci serve di più».

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