New York, 6 lug. (Ap) – Via libera dal tribunale fallimentare alle cessioni ‘accelerate’ di attività per General Motors, il gigante automobilistico Usa che in questo modo potrebbe riuscire a defilarsi in tempi spediti dal processo. “L’unica alternativa alle cessioni immediate è una liquidazione, cosa che nessuno può seriamente contestare”, ha spiegato il giudice Robert Gerber nelle 95 pagine di motivazione delle sue decisioni. Non è ancora chiaro se chi si opponeva al via libera, prevalentemente detentori di obbligazioni, farà ricorso in appello.
Il piano che Gm chiedeva di avallare – e che dovrebbe consentire di continuare a ricevere gli indispensabili aiuti federali – prevede di far confluire la maggior parte delle attività considerate sane del gruppo sotto una nuova società, e in questo modo di procedere a una rapida cessione di quegli asset ritenuti non redditizi. La decisione è giunta quando negli Usa era tarda notte. Secondo il magistrato procedere altrimenti, ovvero con la liquidazione fallimentare sarebbe stato “un risultato disastroso per creditori, dipendenti e fornitori di Gm, e per le comunità che gravitano attorno a Gm”.
In precedenza, anche i rappresentanti dell’amministrazione Usa avevano sostenuto la necessità di procedere con le cessioni accelerate. Un esponente della task force governativa che segue la vicenda Gm, Harry Wilson, aveva spiegato che il governo non può continuare a tenere aperte le linee di credito in assenza di garanzie di un successo sul risanamento del gruppo.
Con il riassetto previsto, Gm diventerà una società di fatto statale, almeno temporaneamente, con il governo che controllerà il 60,8 per cento del capitale; seguito dal sindacato Uaw – United auto workers – con il 17,5 per cento, lo Stato canadese, all’11,7% per cento e i creditori a cui viene concessa una quota del 10 per cento in cambio dell’annullamento di 27 miliardi di dollari di debiti. Il Tesoro aveva minacciato di rimuovere gli aiuti se questo piano non fosse stato messo in opera per il 10 luglio.
A opporsi, vari gruppi coinvolti nel procedimento, tra cui titolari di bond Gm, alcuni sindacati, movimenti di consumatori e terze parti con precedenti contenziosi giudiziari aperti con il gruppo automobilistico. Oggi gli avvocati di alcune di queste parti hanno affermato che i loro interessi sono stati messi da parte a favore di Gm e delle richieste del governo, ma non si sono sbilanciati a dire se presenteranno ricorsi.
Plaude invece alla decisione il presidente e amministratore delegato di Gm, Fritz Henderson. “Ora è compito nostro risanare queste attività e mettere senza indugio la società su un percorso solido verso il successo”, ha commentato con un comunicato.
Voz-Mgi
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