New York, 18 apr. (Ap) – Google non smette di sorprendere, nemmeno in tempi di crisi economica. La recessione sta spingendo il colosso internet statunitense ad agire molto piu’ in fretta di quanto previsto da molti. E, dovendo far fronte al deciso rallentamento dei ricavi, il colosso statunitense a ridurre le spese con un’aggressivita’ impensabile sino ad un anno fa, quando l’azienda leader nel campo delle ricerche online era nota per non badare a spese. Raramente, infatti, Google ha esitato ad investire in nuovi prodotti senza preoccuparsi di quanto fossero effettivamente redditizi e convenienti per l’azienda.
Ma l’approccio piu’ disciplinato ha certamente avuto un effetto positivo nei conti del primo trimestre, con gli utili che sono saliti del 9%, battendo le stime degli analisti. Il risultato inaspettatamente migliore del previsto, annunciato ieri a mercati chiusi, non ha pero’ galvanizzato piu’ di tanto gli investitori.
“La gente potrebbe anche non essere disposta a pagare cosi’ tanto per una societa’ che sta aumentando i propri utili grazie ai tagli alle spese e non ad una crescita dei ricavi”, osserva Todd Greenwald, analista di Hill Group.
I dirigenti di Google sono convinti che ci sia ancora ampio spazio per la crescita una volta che l’economia riprendera’ a correre, uscendo dalla recessione piu’ grave degli ultimi 30 anni.
“Il 95% di tutte le nostre discussioni interne riguarda ancora la crescita”, ha detto Patrick Pichette, direttore finanziario della societa’, precisando che “tuttavia sarebbe irresponsabile non guardare alle spese in condizioni economiche cosi’ difficili”.
Quando la recessione e’ iniziata, a dicembre 2007, Google sembrava in gran parte non risentirne. Ma quei giorni felici appartengono ormai chiaramente al passato. “Nessuna societa’ e’ a prova di recessione”, ha detto agli analisti l’amministratore delegato Eric Schmidt durante la conference call di giovedi’. “Google sta sicuramente subendone l’impatto”.
Tuttavia Google sta tenendo molto meglio delle altre concorrenti che operano in tutti quei business che si basano sulle entrate pubblicitarie, in gran parte grazie al fatto che si affida ad un sistema di marketing meno dispendioso e piu’ efficiente se paragonato a quello dei media tradizionali.
La societa’ ha archiviato il primo trimestre con un utile di 1,42 miliardi, pari a 4,49 dollari per azione. Il dato si confronta con un profitto netto di 1,31 miliardi, pari a 4,12 dollari per azione, dell’analogo periodo 2008.
I ricavi si sono attestati a 5,5 miliardi di dollari, in progresso di un timido 6% rispetto all’anno scorso. Si tratta della prima volta dai tempi dell’Ipo di agosto 2004 in cui la societa’ registra una crescita non a due cifre.
In un segnale evidente dell’impatto che la recessione sta avendo sulla societa’ californiana, i ricavi sono scesi da un trimestre all’altro per la prima volta in assoluto. Nei tre mesi precedenti, infatti, il risultato e’ stato di 5,7 miliardi di dollari.
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