Roma, 4 ago. (Apcom) – E’ un appello al voto di coscienza dei deputati a dire sì o no alla sfiducia al Sottosegretario Calinedo “perchè in gioco in questo voto ci sono principi fondamentali e sui principi non ci asitiene” quello che il ministro della Giustizia Angelino Alfano, rivolge alla Camera guardanado fra i banchi di centro e centrodestra nella replica conclusiva della discussione generale in cui difende a spada tratta “il diritto” del sottosegretario Giacomo Caliendo a restare sottosegretario con lui a via Arenula nel governo Berlusconi, seppure iscritto sul registro deglòi indagati della Procura di roma per l’inchiesta sulla cosidetta P3.
“In gioco in questo voto -sottolinea Alfano- c’è qualcosa di molto di più della sfiducia personale a un sottosegretario. C’è il giustio equilibro che il Parlamento, nella sua autonomia e sovranità, deve saper stabilire fra il principio fondamentale alla presunzionje di innocenza per ogni cittadino, membri del governo compreso. E il dovere di essere allontanato dal governo o da ogni incarico pubblico chi lo ricopre con indegnità, anche se non colpevole o condannato. Noi difendiamo questo tipo di equilibrio a salvaguardia del valore fondamentale del garantismo e di quello di vera legalità. Chi vuole la sfiducia, invece, la vuole ‘a prescindere’ dalla responsabilitùà: per un solo avviso di garanzia. E’ un diverso principio di garantrismo. E quello che si affermerà varrà anche per il futuro. A quale sia l’equilibrio giousto, fermo restando autonomia e indipendenza deel giudizio della Magistratura, il Parlamento deve saper dire sì o no, secondo coscienza. Perchè sui pirncipi non ci astiene, E invece purtyroppo c’e’ chi piega il voto sui principi alla convenienza della utilità politica del contingente…
(segue)
Tor
© riproduzione riservata










