Roma, 1 ott. (Apcom) – La giornata sarebbe finita bene, per il presidente del Consiglio, che ieri ha incassato la fiducia del Senato dopo quella della Camera. Silvio Berlusconi però ha seguito un copione ironico già recitato: “Ma scusa, guarda i giornali, scrivono che ‘Fini è decisivo’, che la ‘fiducia è a tempo’…” ha detto dando il buongiorno ai ministri. Poi, come accaduto più volte in passato nei momenti di maggiore tensione, guardando negli occhi le senatrici, il Cavaliere non ha mancato di lamentarsi per le fatiche degli ultimi giorni: “Vi dico la verità, ho 74 anni e sono stanco, queste difficoltà non mi aiutano…”. Coro di ‘noooo’ e ‘Presidente non ci pensi nemmeno’ delle parlamentari.
E’ vero che i numeri della fiducia certificano che il movimento di Fini, Futuro e libertà, e l’Mpa non hanno per ora la forza di dar vita a una maggioranza diversa, almeno a Palazzo Madama. Un calcolo noto fin dal mattino al premier. Tuttavia di fronte al pressing leghista, messo in atto anche ieri da Bossi, la strada delle urne a marzo resta la più probabile, come Berlusconi ha confidato anche alle deputate che gli facevano gli auguri: “Per me si vota a marzo, Bossi è partito alla carica”.
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