Governo/Casini isolato, Pd-Idv bocciano accordo ‘salute pubblica’

Governo/Casini isolato, Pd-Idv bocciano accordo ‘salute pubblica’

Roma, 10 mag. (Apcom) – Il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini divide le opposizioni con la sua proposta di un governo “di salute pubblica”. Il Pd, per una volta unanime, lo boccia: Pier Luigi Bersani dice di preferire il lavoro “per un seria alternativa, visti i problemi del Paese”, mentre Walter Veltroni accusa Casini di avere in testa “la tradizionale politica dei due

forni” e lo sollecita invece a “mostrarsi disponibile alle riforme”. Per Antonio Di Pietro quella di Casini “è la solita trovata del politico della Prima Repubblica, che non vuole mai lasciare la poltrona e che quindi vorrebbe governare il paese senza avere il consenso degli elettori”. La soluzione, se cade il governo di centrodestra è solo “tornare alle urne”, avverte il leader dell’Idv.

Casini non si lascia smontare dalla freddezza con la quale è stata accolta la sua idea: “Non mi meraviglia – commenta – che a nessuno piaccia la mia proposta, che non è di governo tecnico ma di armistizio. Dire che piaceva la mia proposta era come dire
che le cose così non vanno, ma siccome a tutti vanno bene così,
allora stoppano la mia proposta. La maggioranza è affetta da sindrome di autosufficienza, l’opposizione si lava la coscienza scendendo in piazza… si può andare avanti così?”. L’unico via libera per ora lo riceve da Francesco Rutelli: “Io – rivendica il fondatore dell’Alleanza per l’Italia – l’ho scritto nel mio libro un anno fa e sono stato preso per matto. Aspetto ancora qualche mese per essere preso sul serio”.

Sul versante di maggioranza, ma era scontato, nessun cedimento all’idea del governo di salute pubblica: “Un po di salute ci vuole – ironizza Roberto Maroni (Lega) – perché con questo tempo rischiamo di beccarci qualche accidente”. Osvaldo Napoli (Pdl), pur concedendo un omaggio alla “lucidità” del leader centrista, respinge al mittente la proposta: “Ricette terribilmente vecchie, retrò. Nessun governo può fare alcunché senza la piena legittimazione popolare”. Neppure dai ‘finiani’ arriva un’apertura. Italo Bocchino, ospite in nottata del comico Maurizio Crozza, lo stoppa: “Non c’è il governo tecnico, il governo lo scelgono gli elettori, non i tecnici”.

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