Grande corsa al PirelloneEcco chi va e chi resta a casa

Grande corsa al PirelloneEcco chi va e chi resta a casa

VARESE La grande corsa verso il Pirellone è già partita. E come al solito i primi a scaldare i motori sono stati gli esponenti del Pdl, che per numero – sia di voti che di pretendenti – devono sciogliere più di un nodo. I berlusconiani avranno infatti un grosso problema da affrontare in provincia di Varese: il sovraffollamento dei big da piazzare in lista. E quindi, per non soffocarsi a vicenda, i vertici del partito hanno già iniziato a sistemare i pezzi del mosaico. Innanzitutto sfoltendo

la piazza di Gallarate, dove ci sono ben tre esponenti che alla Regione non vogliono rinunciare: gli uscenti Massimo Buscemi e Luca Ferrazzi, e il dirigente Nino Caianiello, al suo debutto al Pirellone. Non solo residenti nella stessa città, ma anche esponenti della stessa area del partito, guidata appunto da Caianiello, il quale ha il diritto di prelazione. La soluzione trovata è quella di candidare Buscemi fuori dal territorio varesino, nella provincia di Milano dove, grazie alla sua attività decennale da assessore, ha i contatti per farcela.

UN PARACADUTE PER TRE
Da un paracadutare all’altro, anche per Ferrazzi la soluzione sarebbe pronta: l’attuale assessore regionale all’agricoltura dovrebbe entrare nel listino bloccato legato al presidente Roberto Formigoni. Restano ora i candidati dell’area ciellina del Pdl. A correre, l’ha già annunciato, sarà l’assessore regionale uscente Raffaele Cattaneo, che l’ultima volta era entrato nel listino bloccato. Al suo posto Cielle porterebbe un altro uomo nel listino, ovvero il capogruppo in Regione uscente Paolo Valentini. Rimarrebbe a casa, nel partito di Berlusconi, solo Alberto Bonetti Baroggi, che fa parte dello staff del sindaco di Milano. Se i giochi si chiudessero così, l’unica incognita è il listino bloccato per Ferrazzi, il Pdl della nostra provincia riuscirebbe ad ampliare notevolmente la sua rappresentanza, senza scontentare nessuno. In corsa resterebbero solo Caianiello e Cattaneo. E con l’attuale percentuale del partito, difficile che si riesca ad eleggerne più di due. E due è il numero di esponenti al quale aspira il Carroccio. Abbastanza sicura è la ricandidatura dell’uscente Luciana Ruffinelli, espressione di Busto Arsizio. Rimane sguarnito il nord della provincia, avendo perso l’uomo di punta che era Attilio Fontana, oggi sindaco di Varese. Difficile pensare che Fontana, per quanto politico di alto lignaggio un po’ sprecato per le beghe varesine, mandi al commissariamento la culla della Lega per tornare in Regione (magari lo farà con un anno di ritardo). Libero al momento c’è solo l’ex sindaco di Buguggiate Alessandro Vedani. Che con 10 anni di guida monocolore leghista nel suo paese e come primo dei non eletti al Senato gode di quella visibilità necessaria a correre. C’è poi il senatore Fabio Rizzi, che da sempre punta al Pirellone sebbene detenga già due cariche, entrambe incompatibili.

Nell’Udc, che comunque difficilmente porterà un uomo al Pirellone, si prevede la candidatura dell’assessore provinciale Christian CampiottiMentre il partito di Di Pietro, che può aspirare a rubare un seggio al Pd, punterà sul segretario provinciale Alessandro MilaniNel Pd invece ci sarà la ricandidatura dei

due uscenti Stefano Tosi e Giuseppe Adamoli che avrebbe strappato lo scettro ad Alessandro Alfieri. Adamoli, che aveva annunciato il suo ritiro, sembra averci ripensato. Ma se i democratici non riusciranno ad aumentare il loro consenso, sarà una lotta all’ultimo sangue tra i due.Marco Tavazzi

e.marletta

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