Grande fratello delle targhe E Gallarate fa come gli Usa

GALLARATE In quanti telefilm americani il colpevole viene incastrato grazie alle telecamere che riconoscono la sua auto e mettono la polizia sulle sue tracce? Ebbene, ora è possibile farlo anche a Gallarate.Non si tratta di fantascienza, ma del sistema, unico in Italia, di riconoscimento targhe realizzato grazie a un finanziamento da 297 mila euro concesso dal ministero dell’Interno. Si tratta di telecamere speciali, posizionate lungo undici vie d’accesso alla città, in grado di leggere il numero di targa di tutte le auto in entrata e in uscita.Una volta letto, viene confrontato con diverse banche dati e, se si tratta di un veicolo rubato, segnalato, piuttosto che sottoposto a fermo amministrativo, subito scatta l’allarme. In tempo reale, gli agenti sanno sotto quale varco, così li hanno battezzati, è passata l’auto in questione e possono concentrare le pattuglie in quell’area, a caccia del sospetto. Basterà che ne facciano richiesta e anche polizia di Stato e carabinieri potranno avere accesso al sistema. «E’ quasi come se avessimo 11 posti di

blocco sempre attivi», ha spiegato l’assessore alla Sicurezza Paolo Cazzola. Inserito nel Patto per la sicurezza del 2009, il sistema è entrato in funzione in questi giorni. In pratica, questi speciali occhi elettronici si concentrano sui numeri di targa e conservano i dati relativi ai passaggi delle auto senza i limiti di tempo che la legge prevede per le immagini. Elemento, questo, che rende possibile diversi utilizzi del sistema di rilevamento targhe.C’è, chiaramente, il supporto all’attività investigativa, che consente di seguire i passaggi di un veicolo ritenuto sospetto lungo vie d’accesso alla città. Ma non mancano gli aspetti più legati alle attività amministrative. Ad esempio, il sistema è in grado di contare quante auto passano lungo una strada in un determinato periodo di tempo, piuttosto che di calcolare i tempi medi di percorrenza di un tragitto.Ancora, può aiutare a capire quali siano le principali direttrici del traffico di attraversamento. Ad esempio, se le auto che arrivano da Cavaria si dirigono più verso Busto o verso Somma. Riccardo Saporiti

s.bartolini

© riproduzione riservata