Grazie mille, cara Jettiedolce farfalla olandese

Grazie mille, cara Jettiedolce farfalla olandese

BUSTO ARSIZIO Settembre 2007, lungomare di Cannes, la croisette per dirla sofisticata. La Yama, lì impegnata in amichevole con la Francia, passeggia in un clima ideale: «Italiane? Pallavolo? Chi siete?», domanda un connazionale. «Sì, siamo italiane. Di Busto Arsizio e facciamo l’A1»; la risposta è firmata Jettie Fokkens, con totale disincanto. Ai nostri occhi curiosi, risponde «ora che spiego che sono olandese…». Questa è Jettie dopo undici anni di carriera ricca di due promozioni in A1 e una Coppa Italia di A2, viaggio iniziato a Vigevano, proseguito a Roma, Santeramo, Pavia e concluso a Busto con tre stagioni simbolo. Domenica l’addio al volley: «Torno a casa, a Musselkanaal, dalla mia famiglia. Che farò da

grande? Si vedrà». La sua Italia ha delle pietre miliari: «Da voi ho imparato a vivere le emozioni in modo totale, da voi ho imparato delle ricette favolose». La sua Busto vive nell’immagine del «palasport come l’ho visto la prima volta: spoglio, triste e nella nebbia. Penso a cos’è diventato, e sono orgogliosa di avere fatto parte della trasformazione». Lei, palleggiatrice dell’A2 divorata con 76 punti su 90, negli ultimi due anni ha scelto la Futura, rinunciando a un posto da titolare e a qualche soldo: «L’affetto per queste persone, da citare una per una, e la tranquillità che sanno offrirti sono impareggiabili. Grazie e… aspettatemi al PalaYamamay». In bocca al lupo, cara Jettie.

e.romano

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