Grecia/ Rehn:Sotto esame bisogno finanziamenti,euro non in crisi

Grecia/ Rehn:Sotto esame bisogno finanziamenti,euro non in crisi

Roma, 10 mag. (TMNews) – Da missione di ricognizione che avrebbe dovuto essere, si è trasformata in un intervento di supporto la nuova trasferta in Grecia dei tecnici di Unione europea, Bce e Fmi. Negli ultimi giorni la penisola ellenica è tornata al centro dei riflettori e delle tensioni di mercato, tra speculazioni di stampa e smentite, che si sono trascinate anche oggi in merito

a un possibile intervento di aiuti supplementare, che secondo alcune indiscrezioni potrebbe aggirarsi attorno ai 60 miliardi di euro. Una ipotesi che però è stata smentita da Atene, mentre il commissario europeo agli Affari economici. Olli Rehn ha affermato che è “prematuro” azzardare ipotesi sulle necessità di rifinanziamento del paese nel 2012, dato che è compito proprio dei tecnici ora nel paese valutare questo capitolo.

Ad ogni, modo Rehn ha voluto rimarcare come tutte queste vicende vadano ricondotte nel loro ambito: “l’euro è una moneta stabile, non c’è una crisi sull’euro – ha affermato durante una conferenza stampa -. Abbiamo una crisi sui debiti pubblici in alcuni paesi dell’area euro: è una distinzione che è importante tenere a mente”. Questo dopo che negli ultimi giorni la valuta unica ha accusato alcune fluttuazioni ribassiste anche a seguito delle tensioni sulla Grecia. Peraltro venerdì scorso un settimanale tedesco si era spinto ad avanzare l’ipotesi-spauracchio di una uscita del paese dall’euro, mentre ieri Standard & Poor’s ha nuovamente declassato la Grecia. Oggi l’euro ha mostrato una dinamica stabile attorno a 1,435 dollari.

Dopo le ultime tensioni il premier ellenico George Papandreou ha affermato che il paese intende proseguire sulla strada dei “cambiamenti necessari”. La Grecia “si trova a un crocevia, la maggioranza schiacciante del popolo greco vuole che continuiamo i grandi cambiamenti necessari. Prendiamo le decisioni che servono per assicurare l’uscita dalla crisi”. Intanto però domani il paese funzionerà al rallentatore, a causa

di un nuovo sciopero generale convocato contro le misure di austerità imposte dal governo. Coinvolti tutti i settori, in primis quello dei trasporti: i controllori di volo incroceranno le braccia tra le 12 e le 16 ora locale, con la cancellazione prevista di 33 voli interni e un volo per l’estero di Olympic Air e di 13 collegamenti interni della compagnia Aegean.

Quasi tutti i traghetti per le isole resteranno in porto, così come i treni nelle stazioni e i mezzi di trasporto urbano nei terminal. E’ il secondo sciopero generale dall’inizio dell’anno, dopo altri sette nel 2010, e investirà anche le amministrazioni pubbliche, le scuole e gli ospedali. Il Paese resterà anche privo di informazione per 24 ore per l’adesione dell’unione dei giornalisti.

In un quadro che resta difficile il paese è almeno riuscito a chiudere un’altra asta di collocamento di titoli di Stato, sempre a breve scadenza (i più facili da piazzare), 6 mesi di scadenza per 1,6 miliardi di euro. La domanda ha superato di tre volte l’offerta mentre i rendimenti, cartina di tornasole delle percezioni di rischio dei mercati, sono nuovamente saliti, al 4,88 per cento, anche se si sono invece leggermente moderati sui bond a 10 anni. Su questa scadenza chiave il differenziale (spread) di rendimento rispetto ai bund a 10 anni della Germania resta superiore ai 12 punti percentuali.

Nei giorni scorsi quello su cui la Grecia aveva ammesso di esser orientata era la richiesta di un allungamento dei termini di restituzione degli aiuti ricevuti. Sono state invece sistematicamente smentite le ipotesi di ristrutturazione del debito e ancor più quella di un default, anche oggi da vari esponenti della Bce, tra cui Lorenzo Bini Smaghi, che siede nel Comitato esecutivo dell’Eurotower. Un default sarebbe un “suicidio politico”, ha detto, e una tragedia per la popolazione. I segnali di un rafforzamento del piano di aiuti sembrano invece positivi, il ministro delle Finanze della Francia, Christine Lagarde ha affermato che si continuerà ad aiutare la Grecia. Più prudente Berlino ha affermato di attendere le conclusioni della nuova missione Ue-Fmi. Intanto la Borsa di Atene è apparsa rassicurata, chiudendo in recupero dell’1,44 per cento.

Voz

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