«Ho sessant’anni, chi mi vuole?». E il disoccupato trasloca in auto

Faceva il panettiere, poi l’azienda ha chiuso. E non trova altri posti. «Vogliono i giovani». Così F. vive su una 600. Ma non si dà per vinto

Vivere e, soprattutto, dormire ogni notte in auto. E non certo un suv, ma una semplice Fiat 600 vecchio modello, dove non è nemmeno possibile trasformare i sedili in un comodo giaciglio. Questa è la vita che fa, ormai da mesi, il signor F. (che chiede riservatezza sulla propria identità), che compirà sessant’anni tondi all’inizio dell’anno prossimo. E che da due anni ha perso il lavoro di una vita, grazie al quale si era mantenuto dignitosamente. Lui non è arrivato da un Paese in guerra, la sua “guerra” l’ha affrontata nel nostro Paese, il suo Paese, su un terreno, quello della crisi lavorativa, sul quale ormai troppi cittadini si trovano a dover lottare.

Spesso con poche chance di riuscire a ottenere, almeno nel breve periodo, qualche risultato. Proprio come F., di professione panettiere, che quando la società per la quale lavorava ha chiuso i battenti, si è trovato in mezzo a una strada. Con lo svantaggio di un’età, già allora verso i 60, che rappresenta un disincentivo per nuove assunzioni. «Nel nostro settore preferiscono assumere i giovani – ci racconta – freschi di scuola. Per chi ha la mia età, nonostante l’esperienza, è difficilissmo. In questi anni sono riuscito ogni tanto a trovare solo impieghi saltuari, sempre di poca durata». Ma lui non si arrende, e ogni mattina esce dalla sua piccola “abitazione”, situata in zona viale Europa, si dirige in centro a Varese, sempre alla ricerca di un possibile impiego. Sempre combattivo. Senza perdere la speranza. Il collega ed io abbiamo conosciuto F. durante uno dei nostri “viaggi” per “Varese dal tramonto all’alba”, alla scoperta di quello che accade e di chi vive la notte a Varese. A conoscerlo siamo stati accompagnati dai City Angels, guidati dalla coordinatrice , che da tempo si sono fatti carico di assistere e aiutare, almeno nelle necessità più elementari, fin dove è possibile (e fin dove può arrivare un gruppo di volontari che sacrifica tempo e parte della propria vita per il prossimo). Gli “Angels” vanno spesso a trovarlo, gli procurano quello che gli serve. La scorsa notte hanno portato un meccanico, per controllare le condizioni della vettura, che, a dirla tutta, non è messa proprio benissimo. Riusciranno innanzitutto a cambiare le gomme. Lui continua a ringraziare i suoi “custodi”, così come i numerosi residenti della via dove ha “parcheggiato”, dai quali arriva sempre un aiuto. Ha abitato, ospite, per circa otto mesi da un residente in zona. Poi, tuttavia, anche per senso di orgoglio, ha deciso di non voler disturbare oltre. Ed è rientrato nella sua casa a quattro ruote.

Dove dorme ogni notte, anche se dormire, come spiega lui stesso, non è proprio la parola adatta. «Dormire in macchina è impossibile – dice – più che altro è un dormiveglia. Non posso nemmeno reclinare il sedile, perché dietro ci sono tutte le cose che mi servono e non so dove altre metterle. Le ore sono lunghe. Si può dire che la notte non passa mai». Ma lui le deve passare sempre lì, perché non ha altri tetti cui, per il momento, avere diritto. Avrebbe potuto accedere, probabilmente, al dormitorio dei Servizi sociali di Varese. Se solo fosse stato residente a Varese. Purtroppo, fin quando ha avuto una vera casa, abitava a Induno Olona. Quindi non è riuscito ad ottenere un letto fornito dal Comune di Varese, per via del regolamento per cui è necessaria, innanzitutto, la residenza sul territorio comunale. E adesso sta arrivando il grande freddo. E, come abbiamo visto, i vetri della sua auto si appannano prima della altre vetture parcheggiate di fianco, perché la carrozzeria chiude bene.