VARESE Varese rimane una roccaforte maroniana. Al congresso nazionale della Lega Lombarda, su 47 delegati elettivi, i Barbari Sognanti saranno in 35. Questo il responso uscito nella tarda notte tra domenica e lunedì, dopo l’election day avvenuto a Cazzago Brabbia tra i delegati provinciali chiamati a eleggere i propri rappresentanti al prossimo appuntamento di giugno. Un risultato che in realtà non cambia di una virgola le precedenti proporzioni: dalle consultazioni dell’11 marzo, poi annullate a causa della discrepanza tra elettori e voti presenti nelle urne (329 a 332) era emersa la stessa divisione: 35 a 12. A votare questa volta sono stati 322 aventi diritto, ovvero la quasi totalità (331). La sezione di Varese è azionista di maggioranza, avendone eletti sei, tra cui il segretario Marco Pinti, il consigliere comunale Emanuele Monti, Tiziana Luzzi e Andrea Mascetti, uomo di fiducia di Roberto Maroni. Tra i bossiani sono passati l’assessore provinciale Bruno Specchiarelli (che l’altra volta era rimasto escluso) e il dirigente Marco Colombo. L’ex segretario provinciale Stefano Candiani è stato eletto mentre non si è più presentato Roberto Bossi, figlio del Senatùr e di Manuela Marrone, che l’altra volta era rimasto escluso a causa dell’omonimia con un altro militante. Per il nazionale si prefigura quindi una vittoria a mani basse per i Barbari Sognanti. Se sarà un congresso di spaccatura. Questo, secondo gli uomini più vicini sia all’ex ministro che al Senatùr, appare però molto improbabile. Tra Bossi e Maroni, da gennaio a oggi, si è passati da una convivenza forzata nello stesso partito a un riavvicinamento che
ha rispolverato la vecchia amicizia, offuscata per qualche anno dal cordone ombelicale del cerchio magico. A questo punto difficilmente Maroni consentirà che il rapporto venga incrinato da una corsa a due al congresso nazionale, corsa a due che verrebbe interpretato come maroniani contro bossiani, con la probabile vittoria a tavolino dei primi, stando ai numeri che sono usciti da tutta la Lombardia. A livello regionale le proporzioni vedono i Barbari Sognanti coprire poco meno dei tre quarti dei posti disponibili tra i delegati. Persino a Brescia, la provincia più popolosa, dove i bossiani avrebbero dovuto prendere una buona percentuale (tenendo conto che si tratta del collegio elettorale di Renzo Bossi, ndr), le proporzioni sono tre quarti maroniani a un quarto cerchiomagisti. Insomma, il futuro segretario nazionale della Lega Lombarda sarà un maroniano moderato, che non dispiaccia a Bossi. Possibilità che quindi vede in discesa Matteo Salvini, europarlamentare milanese, che non andrebbe troppo a genio al segretario federale. Più probabile il deputato bergamasco Giacomo Stucchi, maroniano sì, ma non di quelli troppo rivoltosi. Il fatto che il congresso sia stato spostato da Milano a Bergamo potrebbe non voler dire niente, oppure tutto. Un altro nome di compromesso potrebbe essere quello del vicepresidente della Regione Lombardia Andrea Gibelli che, però, non gode della popolarità di Stucchi, soprattutto dopo il congresso di Varese. Inoltre, per Maroni, far passare Stucchi – già candidato a diventare capogruppo dei deputati al posto di Marco Reguzzoni – sarebbe una di quelle piccole soddisfazioni che in politica è meglio non farsi mancare. Marco Tavazzi
s.bartolini
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