I ciclisti padani sloggiati spaccano pure il Carroccio

I ciclisti padani sloggiati
spaccano pure il Carroccio

I ciclisti padani, rimossi lunedì mattina in sordina, non smettono di sollevare polemiche. E , dopo la decisione del Comune di Buguggiate a guida leghista di toglierli dalla rotonda, spaccano la stessa Lega Nord.

Innanzitutto è l’autore delle opere, l’ex senatore , a lanciarsi contro la decisione. Già lunedì, al telefono, ci aveva detto di non essere stato informato della cosa. Ieri lo ha ribadito alle agenzie di stampa.

«Nessuno mi ha avvisato che le mie opere sarebbero state rimosse: presenterò una querela contro i responsabili del gesto – ha dichiarato – Chi le ha tolte avrebbe dovuto avvisarmi prima. Invece nessuno mi ha ancora contattato per farmi sapere dove sono state portate le installazioni che, per quanto mi risulta, sono state trafugate. Non ho mai pensato di farle togliere o di metterle all’asta».

E quindi la “stoccata” finale: «Forse a qualcuno dava fastidio l’immagine di Bossi che tira la volata». Un riferimento polemico agli scontri dell’anno scorso nel partito, e al passaggio dalla guida di Bossi a quella di Maroni. Un dubbio che, infatti, è venuto a molti, anche se i vertici del Carroccio hanno smentito che ci fosse qualsiasi tipo di ragione politica dietro la rimozione.

«Tenerli era anacronistico

In ogni caso, la decisione è passata sotto silenzio all’interno dello stesso Carroccio. Anche chi ha prestato il volto alle sculture non ne era stato informato. Come il consigliere regionale , all’epoca senatore.

«Non ne sapevo nulla – commenta Rizzi – era un’installazione nata come tributo ai mondali di ciclismo e sono passati cinque anni. Un po’ mi dispiace, perché avevano segnato un pezzetto della nostra storia».

Anche se poi ammette che «tenerli era un po’ anacronistico. Su quattro parlamentari ritratti, in tre non siamo più in Parlamento, e su due sindaci solo uno è ancora in carica. È stata una scelta per adeguarsi ai cambiamenti di cariche e della storia».

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