Caos e possibili ricorsi. I conti sembrano infatti «non tornare» nella sezione 60 di Varese, nel seggio allestito all’interno della scuola elementare Carducci di Casbeno.
Un problema che è stato evidenziato dai tecnici del Comune e da numerosi candidati e consiglieri comunali uscenti. Il problema della sezione riguarderebbe la «discrepanza» tra il numero di votanti e i voti assegnati a tutte le liste elettorali. Nonché il numero delle preferenze dei singoli candidati nelle liste.
Su 570 aventi diritto, si sono recati alle urne 495 elettori, come riporta il sito del Comune. Tuttavia i voti ritenuti validi sono soltanto 60. Tuttavia di schede bianche, si legge, ne appare una sola, le schede nulle sono 11 e i voti nulli 3.
Qualcosa sembra non tornare. Anche perché, riferiscono dal Comune, andando a verificare le preferenze ai singoli candidati, emergerebbero dati che dimostrerebbero come più di un candidato avrebbe ottenuto molte più preferenze di quanti voti ha totalizzato la lista in cui era candidato. Insomma, una cosa impossibile.
Qualche errore dev’esserci stato. E infatti la decisione del presidente della sezione è stata quella di inviare i voti alla Commissione elettorale del Tribunale, che si è riunita martedì per verificare la situazione. Tuttavia, la decisione emersa sarebbe quella di confermare i verbali, dal momento che per legge non possono aprire le buste, ormai sigillate, contenenti le schede.
Quindi, entro venerdì, i verbali, come compilati da presidente e scrutatori del seggio, verranno trasmessi al Comune, che confermerà gli attuali dati.
Tuttavia, la possibile presenza di errori, farà scattare quasi sicuramente uno o più ricorsi al Tar da parte di liste e candidati. I possibili errori, comunque, non possono influenzare gli equilibri tra i due candidati sindaco al ballottaggio: tra Paolo Orrigoni e Davide Galimberti ci sono circa 1.800 voti di differenza. Orrigoni resterebbe in ogni caso in testa. E non potrebbe aver vinto al primo turno, dal momento che si trova abbastanza distante dal 50%, soglia fatidica.
A subire le conseguenze di possibili errori sarebbero le liste minori, la cui presenza in consiglio comunale è in forse: nel centrodestra Varese popolare, nel centrosinistra Progetto Concittadino. Da parte loro potrebbe arrivare una richiesta di riconteggio.
Lo stesso vale per i primi dei non eletti tra i consiglieri comunali di tutte le liste: lo scarto tra un candidato e l’altro, a volte, è molto risicato.
Alle ultime elezioni c’era stato un caso simile. A causa di un errore nel conteggio delle preferenze, Mimmo Esposito, consigliere comunale uscente di Forza Italia, che oggi è stato il più votato nella lista, risultava il secondo dei non eletti nell’allora Pdl, anziché il primo.
Motivo per cui, per questioni di equilibri tra le correnti, il consigliere comunale Piero Galparoli non aveva potuto dimettersi per entrare in giunta, dal momento che avrebbe lasciato il posto al consigliere di una corrente avversaria.
Esposito ha dovuto così rinunciare a cinque anni di mandato. Oggi, tuttavia, si è preso la sua rivincita.













