I fedelissimi del Senatur «Se vuole il capo resta lui»

VARESE Investitura a Maroni, i bossiani fanno buon viso a cattivo gioco. «Basta contrapposizioni – auspica l’eurodeputato bustocco Francesco Enrico Speroni – Maroni il futuro? Ma se Bossi si ricandida al congresso non avrà rivali». Dopo l’investitura di Besozzo, un bossiano doc come Speroni non mette le mani avanti: «Sì, Bossi dice che Maroni è il futuro ma non specifica quando» il commento sibillino, pur ammettendo che «non è l’unico a pensare che Maroni possa essere il suo successore». Il che non significa, interpretando Speroni, che andrà a finire così già nel congresso federale di giugno. Dove i bossiani auspicano di poter sostenere ancora una volta il Senatur per la carica di segretario federale. «Dipende solo da Bossi – sottolinea Speroni – lui stesso dichiara di non aver ancora deciso se ricandidarsi. Se vorrà correre, potrà anche esserci qualche candidato alternativo ma nessuno sarà in grado di opporsi a Bossi, perché lo stesso Maroni ha già detto che in quel caso lo voterebbe pure lui. Nel caso in cui invece Bossi dovesse decidere di non ripresentarsi vedremo chi sostenere».«Ma non è una questione particolarmente importante – aggiunge l’eurodeputato – al congresso quello che conta di più è definire la linea

politica del movimento». Bossi o non Bossi, par di capire, il clou del confronto interno sarà sulla linea politica della Lega, in un momento di grandi sommovimenti nel quadro nazionale. Di certo viene sottolineato il nuovo richiamo all’unità del movimento: «Anche Maroni ha sempre detto di stare uniti, perché le spaccature e le contrapposizioni non fanno bene – spiega Speroni – quelli che seminano zizzania si contano sulle dita di una mano ma hanno molto spazio». Siamo alla tregua elettorale invece per l’ala “dura” dei bossiani, che si riconoscono nell’ultimo baluardo della sezione di Busto Arsizio, convinti che il futuro della Lega Nord sia ancora Umberto Bossi. «Per noi il leader è sempre lui» ripetono, ma con meno verve rispetto ai giorni della chiamata alle armi in via Bellerio. Ora non sanno dare una risposta quando gli si chiede se seguiranno le indicazioni del Capo anche quando “investe” Bobo Maroni come suo successore, e oscillano tra chi invoca “resistenza”, anche a colpi di manifestazioni per chiamare a raccolta i militanti (se ne sta organizzando una con il senatore Giuseppe Leoni), e chi intravede la fine della Lega e si chiede se «valga la pena lottare o piuttosto salvare il salvabile».

s.bartolini

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