Berlusconi ha dichiarato di non capire la contestazione della Lega sul’introduzione dell’Imu: la tassa era stata prevista dal suo governo ed era stata spiegata dalla Lega stessa come un primo esempio di federalismo fiscale!
Fa specie vedere adesso i leghisti diventare d’un botto oppositori di tutto, sperando così di far dimenticare agli italiani il recente passato. L’idea di perdere tanta rendita di potere rende nervosi i leghisti, che si attaccano a una politica del tanto peggio tanto meglio, fingendo di non sapere che sono stati per tanti anni soci di Berlusconi, e che hanno condiviso una politica che ha portato il Paese sull’orlo del disastro!
Giuseppe Mauri
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L’Imu prevista dal governo Berlusconi-Bossi era un’Imu parzialmente diversa da quella introdotta dal governo Monti. Però non è vero che ai Comuni non va in tasca nulla. Va in tasca meno di quanto si sarebbero potuti aspettare. Peraltro è un meno, per così dire, variabile, a seconda delle aliquote di applicazione. I Comuni non vi rinunzieranno, e difatti il sindaco di Varese ha preso le distanze da altri sindaci. Ne ha condiviso lo spirito protestatario, non lo scarso (nullo) pragmatismo. La sensazione è che la Lega cerchi ogni circostanza e pretesto per intestarsi il malcontento, possibilmente attizzandolo a scopo d’incasso elettorale. Ma chi lavora sul territorio sa distinguere tra propaganda un tanto al giorno e lungimiranza amministrativa. Dando ascolto alle intemerate dei leader, i sindaci della Lega farebbero pagare ai cittadini le conseguenze pratiche della contestazione. Quanto poi a obiettare alle leggi di Stato, il vecchio cavallo di battaglia appare troppo stanco per correre ancora. É stato sfiatato dall’eccessivo prepararsi a sfide (no al canone tivù, ai pedaggi autostradali, e avanti così fino alla secessione) che non si sono mai svolte perché la Lega – in otto degli ultimi dieci anni – era al potere invece che all’opposizione. E non ha mai abbassato le tasse agl’italiani.
Max Lodi
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